Virna Lisi,
il Sorriso

Europa
L'attrice, scomparsa a 78 anni, era tra i volti più noti del cinema italiano nel mondo. Premiata anche a Cannes, aveva lavorato tra gli altri con Dino Risi. Il suo ultimo film è firmato da Cristina Comencini

“Virna” poteva essere solo Virna Lisi. Un nome strano, unico. Come unica è stata la sua bellezza: tante sono belle, ma lei aveva una luce particolare, forse negli occhi, o nell’incarnato del volto. Non poteva non piacere. bellissima, molto fine, molto simpatica, e dulcis in fundo una brava attrice.

Se n’è andata, dunque, Virna Lisi – al secolo Virna Pieralisi – aveva 78 anni, essendo nata ad Ancona l’8 novembre 1936. Sempre giovane, nel ricordo di tutti.

Nella sua carriera aveva ricevuto sei Nastri d’argento, un premio per la migliore interpretazione femminile a Cannes, quattro David di Donatello, di cui due alla carriera, era commendatore dell’Ordine al merito della repubblica italiana.

Gli italiani – ahimè, quelli che non sono più giovani – la ricordano per il mitico carosello del dentifricio Chlorodont (c’è ancora?): «Con quella bocca può dire ciò che vuole». E Virna sorrideva, in bianco e nero, simbolo di bellezza, gioventù, ottimismo. Che réclame fantastica!

Una sera in diretta tv Enrico Maria Salerno, gran tombeur des femmes, le fece una corte serrata. Sincera. E lei sorrideva, lusingata, con quella bocca che poteva dire ciò che voleva.

Brava, Virna Lisi. Aveva iniziato a lavorare a metà degli anni Cinquanta ed era divenuta popolarissima con Ottocento, con Sergio Fantoni e Lea Padovani.

Tra le sue ultime apparizioni televisive Madre, aiutami, per la regia di Gianni Lepre nel 2014 e È la mia famiglia, serie Tv che andrà in onda nel 2015. Tra i film che hanno segnato la sua carriera Luna nuova (1955) di Luigi Capuano, Lo scapolo di Antonio Pietrangeli del 1955 con Alberto Sordi, Le bambole (1965) di Dino Risi, La cicala (1980) di Alberto Lattuada, Sapore di mare (1982) di Carlo Vanzina.

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In uscita prossimamente ci sarà il suo ultimo film girato da Cristina Comencini, Latin Lover.

Un’altro mito che non c’è più, un pezzo della storia dello spettacolo italiano, e del costume, che resta.

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