Come i led aiuteranno l’arte italiana

Europa
Con questa tecnologia sarà possibile illuminare il patrimonio storico-artistico italiano secondo i principi del lighting design, migliorando così la qualità percepita dai cittadini e dai turisti. Ecco chi è il premio Nobel Shuji Nakamura, uno dei suoi inventori

Il premio Nobel per la fisica assegnato oggi al chimico giapponese Shuji Nakamura (e ai fisici connazionali Isamu Akasaki e Hiroshi Amano) riconosce l’importanza cruciale che ebbe, all’inizio degli anni ’90, l’invenzione del primo dispositivo Led capace di emettere luce blu.

A quel punto, giocando chimicamente con i materiali semiconduttori, diventava possibile produrre la luce bianca: quella che ci serve per l’illuminazione degli ambienti.

Nella migliore tradizione giapponese, Shuji lavorava per la Nichia Corporation, una grande azienda chimica, che gli propose una ricompensa di 10mila dollari. Shuji lasciò dunque l’azienda e si trasferì all’Università della California a Santa Barbara dove, altre a insegnare e fare ricerca, non ha smesso di fare da “evangelista” dei Led anche quando, come nel caso del fotovoltaico, molti pensavano che si trattasse di una tecnologia troppo costosa per trovare ampia diffusione.

I Led per l’illuminazione non sono un semplice progresso tecnologico. Quanto piuttosto una vera e propria rivoluzione in cui la luce prodotta dalle nuove sorgenti luminose offre ai progettisti e a tutti noi possibilità e vantaggi completamente nuovi.

Oltre a consentire un drastico calo dei consumi e all’enorme durata, le luci Led non emettono radiazioni nocive come quelle ultraviolette e non emettono calore (radiazioni infrarosse).

In Italia, con l’avvento del Led l’industria illuminotecnica beneficia di una nuova opportunità, caratteristica del Made in Italy: ovvero quella di saper integrare e declinare i Led importati dall’Asia e dagli Usa all’interno di nuovi contesti e di nuovi prodotti.

E infatti sono ormai tantissime le aziende italiane che integrano le tecnologie Led all’interno di luci e lampade di altissimo pregio, esportate in tutto il mondo. Con le quali, oltre che abitazioni e uffici, è possibile illuminare il patrimonio storico-artistico italiano secondo i principi del lighting design con un drastico miglioramento della qualità percepita dai cittadini e dai turisti.

E infatti, non casualmente, i livelli di placement dei numerosi master in Lighting design nati in Italia nel corso degli ultimi anni sono superiori al 90 per cento. Esito diretto degli esperimenti di un grande chimico giapponese.

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