Diciamo sì all’appello sulla Cecenia

Europa
Avevamo detto a Berlusconi: adesso che l’Italia assume la presidenza semestrale della Ue, il nostro presidente del consiglio, anche in virtù dell’ottimo rapporto personale che intrattiene con il presidente russo Vladimir Putin, dovrebbe darsi da fare, porre in cima all’agenda il tema della Cecenia, farne un punto caratterizzante della presidenza italiana. Avevamo raccontatole stragi, la […]

Avevamo detto a Berlusconi:
adesso che l’Italia assume la presidenza semestrale della Ue, il nostro
presidente del consiglio, anche in virtù dell’ottimo rapporto personale che
intrattiene con il presidente russo Vladimir Putin, dovrebbe darsi da fare,
porre in cima all’agenda il tema della Cecenia, farne un punto caratterizzante
della presidenza italiana. Avevamo raccontatole stragi, la repressione, i
saccheggi, il ricorso quotidiano alla tortura, le deportazioni.
Avevamo
denunciato i metodi dei servizi segreti interni, Fsb, che fanno ormai tornare
alla mentre i famigerati silovki di una volta. Avevamo anche rievocato la ?gura
del giornalista italiano Antonio Russo, ucciso in Cecenia mentre svolgeva il suo
lavoro di cronista coraggioso,un simbolo dell’impegno civile al ?anco di un
popolo oppresso, anzi, come dice Sofri, vittima di un genocidio. Un omicidio,
peraltro,quello di Russo, di cui il governo italiano non dà segni di volersi
davvero occupare. Il che francamentenon ci fa bene sperare sulla reale volontà
dell’esecutivo Berlusconi di prendere sul serio il problema ceceno. Eppure
conviene insistere.
Concordiamo con Sofri anche nell’apprezzamento
dell’appello lanciato dall’ex-ministro degli esteri ceceno Ilyas Akhmadov, che
chiede il disarmo delle forze cecene e il ritiro di quelle russe per consentire
l’intervento delle Nazioni unite e l’insediamento di una loro amministrazione
provvisoria per un certo numero di anni. E’una piattaforma saggia che, tra
l’altro, conferma e rilancia la centralità dell’Onu nelle crisi
internazionali.
Dunque, sì, siamo sulla stessa lunghezza d’onda di Adriano
Sofri. Riteniamo, con lui, che il mondo politico italiano, non solo il
governo,debba occuparsi della Cecenia, e così anche il variegato fronte
paci?sta. Non siamo di frontea un con?itto dimenticato ma ad un con?itto che
l’Occidente ha sino ad oggi rimosso. Mosca continua a godere di una benevola
distrazione tant’è che mai vi è stato un vero e proprio sobbalzodi indignazione
o un tentativo di reazione.
Adriano Sofri invita a «indire una grande
manifestazione sulla tragedia russo-cecena». Noi,nella misura e nei modi in cui
un giornale quotidiano potrà contribuire, ci stiamo. Faremo la nostra
parte.

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