E il ministro Castelli festeggia in piazza, al grido «chi non salta italiano è», con i giovani padani

Europa
Scuoteva la testa, ieri pomeriggio, il cameriere romano, in mezzo ai tavolini all’aperto nel sole di piazza Navona: «Sti leghisti so’ matti, stanno ar governo e vengono a manifestà…». Per il resto Roma ha reagito come sempre al mini corteo dei “Giovani padani”, scesi nella capitale con le bandiere biancoverdi per inneggiare davanti a camera […]

Scuoteva la testa, ieri pomeriggio, il cameriere romano,
in mezzo ai tavolini all’aperto nel sole di piazza Navona: «Sti leghisti so’
matti, stanno ar governo e vengono a manifestà…». Per il resto Roma ha reagito
come sempre al mini corteo dei “Giovani padani”, scesi nella capitale con le
bandiere biancoverdi per inneggiare davanti a camera e senato al «Nord libero»
contro «Roma ladrona»: cioè, non ha reagito affatto e se n’è in?schiata. Non
così ha fatto il ministro Castelli: è uscito dal Palazzo, è stato accolto come
una star e si è fatto un po’ prendere dall’entusiasmo.
Gli ha detto: questo è
il migliore augurio per Bossi. Ha fatto ?nta di non sentire i “vaffa” per
Gianfranco Fini. E quando “i ragazzi” hanno cominciato a gridare: chi non salta
è un italiano, lui era lì e, insomma, ha saltato.
Un ministro che salta per
dimostrare di non essere italiano violerà per caso il giuramento di fedeltà alla
repubblica?, si è chiesta Anna Finocchiaro.
Perché il ministro solidarizza
con questi cialtroni?, si è domandato Giuseppe Fioroni, ricordando un altro
grazioso slogan sentito a Montecitorio: «Il 25 aprile è nata una p…». Il
ministro s’è difeso come un leone: «Sono un libero cittadino e posso saltare
quando mi pare», ha ribattuto. Il suo amico Bricolo ha dato subito una mano:
Castelli ha accolto i giovani padani, i ministri della sinistra accoglievano i
terroristi. I giovani di Forza Italia hanno immediatamente solidarizzato: la
sinistra pensi ai suoi giovani no global. A questo punto Mauro Fabris, senatore
dell’Udeur, ha invocato: «Qualcuno avvisi Storace, davanti al parlamento c’è una
manifestazione contro l’unità nazionale».
Dopo un po’ una nota di An ha detto
che «è intollerabile insultare gratuitamente la capitale d’Italia ». Tutto
questo in un giorno qualunque, nella Casa delle libertà.

di (ch. g)

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