Italicum, guerra dei nervi. Renzi pressa l’ex Cavaliere che cerca di prendere tempo

Europa
Il premier vorrebbe una risposta stasera, quando è previsto il vertice di maggioranza. Ma Berlusconi fissa il summit di Fi domani pomeriggio

Fibrilla il mondo politico lungo il doppio asse Italicum-Quirinale. Siamo nel pieno di una trattativa, e come ogni trattativa, si addensano le incognite e si moltiplicano gli stop and go. Si gioca un po’ a rimpiattino, a partire dai tempi.

In calendario oggi c’è un vertice di maggioranza sulla legge elettorale convocato per mettere a punto la strategia nei confronti di un Berlusconi in difficoltà nel suo partito e chiamato da Renzi a dare una risposta sul “nuovo Italiacum” (premio alla lista, sbarramento al 5%).

Davanti al premier restano aperte due strade: proseguire il pressing su Berlusconi, con l’intenzione di sbloccare la partita dell’Italicum già stasera o, al contrario, dare tempo all’ex Cavaliere, rinviando l’appuntamento al senato sulla legge elettorale.

La rottura con il leader di FI avrebbe sicuramente un riflesso sulla corsa al Quirinale, appena partita dopo le indiscrezioni sulle dimissioni imminenti di Napolitano. «Se Berlusconi non rimane seduto al tavolo delle riforme possiamo eleggere un presidente contro di lui. Gli conviene? È sufficiente scegliere il più antiberlusconiano dei papabili e aprire ai 5 stelle», ragiona il premier con i suoi collaboratori. Per il Colle Grillo è un interlocutore molto più sicuro di quanto lo sia sull’Italicum.

Da una parte – come scrive Repubblica –  il premier sembra essere tentato dalla rottura del patto del Nazareno, presentando entro poche ore alcune modifiche invise a Forza Italia, dall’altra – come invece sottolinea La Stampa – rinviare l’approvazione a primavera mantenendo i rapporti con Silvio Berlusconi.

Se dovesse prevalere l’ipotesi di rompere con Berlusconi e se da questi non sarà arrivato un segnale chiaro  – scrive il quotidiano diretto da Ezio Mauro –  il premier si sentirà svincolato. «Metteremo la soglia di accesso per le liste al 3 per cento, come ci chiedono i partiti più piccoli. E andremo avanti da soli. I numeri li abbiamo, vedrete», avverte Renzi.

Il punto è che il premier ha detto più volte di voler chiudere la pratica-Italicum prima possibile. Per ottenere il sì del senato alla nuova versione a dicembre (e dunque alla camera a gennaio) pare disposto a travolgere qualunque resistenza. Una nuova legge elettorale sarebbe il “regalo” che governo e parlamento porterebbero a Giorgio Napolitano, che potrebbe così chiudere il suo secondo mandato con il risultato politico di una prima importante riforma istituzionale, l’obiettivo a cui aveva legato il suo sacrificio di un ulteriore presenza al Quirinale.

 

 

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