L’uomo che fotografava donne bellissime

Europa
Dal 15 ottobre al 26 gennaio al Jeu de Paume una grande mostra dedicata al fotografo tedesco Erwin Blumenfeld

Trovarsi a Parigi, magari sotto quella pioggia sottile decantata da Woody Allen nel film Midnight in Paris, godersi la retrospettiva, dal 15 ottobre al 26 gennaio al Jeu de Paume, dedicata al fotografo tedesco Erwin Blumenfeld e canticchiare C’est si bon. Il museo che ha per lungo tempo ospitato i pittori impressionisti, traslocati al Musée d’Orsay nel 1986, ospita una notevole esposizione, curata da Ute Eskildsen, che racconta attraverso trecento opere, disegni, fotografie, montaggi e collages le diverse arti visuali praticate dall’artista a partire dal 1910 fino al 1960.

Erwin_Blumenfeld_2_70144658_large«La sua fotografia non è classica ma futurista. I colori, il grafismo, la libertà, l’eleganza…molto rimane da scoprire» dice Jean-Baptiste Mondino dell’artista surrealista Erwin Blumenfeld che sembra aver tutto sperimentato, tutto anticipato, sui tempi di esposizione e sui filtri, sull’utilizzazione delle ombre e delle vedute di profilo, prefigurazione del photoshop.

Fotografie come L’Oeil de Biche (Vogue USA;1950), Lisa Fonssagrives sur la Tour Eiffel (Vogue Paris;1939), The Picasso Girl (Life, 1941-1942), hanno fatto la storia della fotografia. I suoi ritratti di Audrey Hepburn, Grace Kelly e Marlene Dietrich sono stati e rimangono icone di un tempo che continua a propagarsi anche nel futuro. «Blumenfeld mi ha aperto gli occhi sul fatto che una foto non è solo un documento, è l’espressione di un fantasma, di un sogno, di un’idea» dice di lui oggi il fotografo Mario Testino.

1955_Anne_St_Marie_-_Erwin_Blumenfeld_Dai faticosi inizi in Olanda, nel retrobottega del negozio di Amsterdam, dove posa anche Geneviève Rouault, figlia del pittore George Rouault, passando per Parigi dove Matisse e Rouault non gli pagano nemmeno il ritratto perché si lamentano dell’aria troppo vecchia, fino all’apice del successo a New York, Blumenfeld sembra aver afferrato l’ideale di bellezza, eleganza e insieme modernità che appare ancora oggi attuale. E’ un esteta che si ispira alle sue muse, donne della sua vita, a partire dalla moglie olandese Lena Citroen, passando per Kathleen Levy-Barnett, sua sofisticata assistente negli anni cinquanta, amante e infine sposa del figlio Yorick.

Da esteta muore a Roma nel 1969 tra le braccia della giovane amante Marina Schinntz, dopo aver tralasciato di prendere le pasticche per il cuore e aver salito di corsa i gradini dell’albergo, come racconta il figlio Remy nel documentario realizzato per la Bbc The Man Who Shot Beautiful Women.

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