Margherita, senza riserve

Europa
Caro direttore, ieri una veloce intervista telefonica con l’ottimo Giovanni Cocconi ha purtroppo malridotto la mia dichiarazione di voto per la Margherita al senato, tra spericolate involuzioni sintattiche condite da intonazioni astiose. Il colpevole sono senz’altro io e allora ti chiedo spazio per una sintetica precisazione: 1) Condivido e prendo molto sul serio l’intenzione della […]

Caro direttore, ieri una veloce intervista telefonica con l’ottimo
Giovanni Cocconi ha purtroppo malridotto la mia dichiarazione di voto per la
Margherita al senato, tra spericolate involuzioni sintattiche condite da
intonazioni astiose. Il colpevole sono senz’altro io e allora ti chiedo spazio
per una sintetica precisazione:
1) Condivido e prendo molto sul serio
l’intenzione della Margherita di procedere in tempi brevi alla costruzione del
Partito democratico.
Con ciò correggendo la decisione contraria alla lista
unitaria dell’Ulivo precedentemente assunta nel maggio 2005: da cui scaturì,
fra gli altri effetti d’arretramento del processo unitario, pure la nascita
della Rosa nel pugno.
2) Temo che un eccessivo squilibrio di forze tra Ds
e Margherita incentiverebbe la competitività fra alleati.
3) Ritengo che
la Margherita possa fornire una spinta determinante ai progetti di
liberalizzazione e regolazione del mercato che dovranno caratterizzare
l’azione di governo del centrosinistra, in un contesto di coesione sociale e
politiche solidali.
4) Spero che l’impegno condiviso nel processo
d’integrazione delle forze riformiste faccia prevalere lo “spirito delle
primarie” sui pericoli di deriva oligarchica e sulle tentazioni di
lottizzazione. Perché l’Italia ha bisogno anche di una riforma della
politica.
Dunque non ho alcun bisogno di turarmi il naso per votare
Margherita al senato.
Con amicizia.
di GAD LERNER

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