Mozart e Dante, un cammino spirituale

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Il Flauto magico. Opera massonica: questo il titolo di uno studio dedicato circa un ventennio fa da Jacques Chailley (uno dei maggiori musicologi del secolo) ad una delle più celebri opere di Wolfgang Amadeus Mozart, trasposta sullo schermo cinematografico prima da Ingmar Bergman, poi, in anni più recenti, da Kenneth Branagh. Il titolo dello studio […]

Il Flauto magico. Opera massonica: questo il titolo di uno studio dedicato circa un ventennio fa da Jacques Chailley (uno dei maggiori musicologi del secolo) ad una delle più celebri opere di Wolfgang Amadeus Mozart, trasposta sullo schermo cinematografico prima da Ingmar Bergman, poi, in anni più recenti, da Kenneth Branagh. Il titolo dello studio avvertiva già dell’indirizzo interpretativo dato dall’autore che, dopo un lungo periodo di misconoscimento, riportava al centro le simbologie massoniche, operazione che avrebbe trovato compimento nel decennio successivo con la lettura guénoniana del viaggio iniziatico nel Flauto magico ad opera di Fabrizio Alfieri.
In quest’area interpretativa del capolavoro mozartiano, ma con propri tratti di originalità, si colloca anche la nuova pubblicazione di Maria Soresina, dal titolo Mozart come Dante. Il Flauto magico: un cammino spirituale, Moretti & Vitali Editori. L’autrice, già nota per i suoi studi danteschi, che avvicinano il nostro massimo poeta alle tradizioni di pensiero orientale, nonché al catarismo, svolge in questo lavoro una serrata e convincente comparazione dei due itinerari spirituali rappresentati nella Commedia e nel Flauto magico, sottolineando in particolare i comuni fili dell’ordito intorno a cui si svolge la trama, e che sono per l’autrice l’aspetto politico (per Mozart «allora la terra sarà un regno celeste») e religioso (per Mozart «e i mortali saranno uguali agli dèi»).
Se il volume di Soresina relativizza gli aspetti strettamente massonici di Mozart a vantaggio di quelli più universalmente spirituali, Francesco De Siena, poliedrica figura di musicista, studioso e romanziere ci offre dal canto suo una ricognizione accurata e ineccepibile del lato più misconosciuto: le musiche per le cerimonie di loggia scritte da Mozart.
Il titolo del volume è Il suono della luce. Simbolica muratoria nelle composizioni per la ritualità di W.A. Mozart, Bastogi Editrice Italiana. Anche se l’affiliazione del grande salisburghese risale al dicembre 1784, l’autore fa iniziare il suo excursus nel 1768 quando Mozart, appena dodicenne, scrive una composizione per canto e pianoforte intitolata Alla gioia su testo tratto da una raccolta di canti massonici, cui fa seguito nel 1772 un’altra composizione per canto e pianoforte di evidente contenuto massonico, intitolata O Sacro Vincolo dell’amicizia. Fra le opere successive all’affiliazione spicca fra tutte la celebre Marcia funebre Massonica, a detta di De Siena «il più importante documento musicale massonico, dopo l’insuperato capolavoro teatrale ed iniziatico, rappresentato dal Flauto magico».

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