Non pensarci: intervista al produttore Lorenzo Mieli, Wilder

Europa
In occasione del Telefilm Festival, dove è stato presentato Non pensarci, abbiamo intervistato Lorenzo Mieli, produttore della fiction con la sua Wilder (fondata insieme a Elena Recchia e Gabriele Immirzi nel 2001, acquistata nel 2007 da Fox International Channels; tra i suoi programmi Boris,Donne Assassine, Tetris, Delitti, Stroia Proibita del 900 Italiano, Altra Storia, Vuoi […]

In occasione del Telefilm Festival, dove è stato presentato Non pensarci, abbiamo intervistato Lorenzo Mieli, produttore della fiction con la sua Wilder (fondata insieme a Elena Recchia e Gabriele Immirzi nel 2001, acquistata nel 2007 da Fox International Channels; tra i suoi programmi Boris,Donne Assassine, Tetris, Delitti, Stroia Proibita del 900 Italiano, Altra Storia, Vuoi ballare con me?)

Come sta cambiando il ruolo del produttore televisivo? Più che i soldi, secondo una vecchia concezione, tutta italiana, di tale figura, contano ormai le idee

E’ un epoca paradossale. Da una parte abbiamo una moltiplicazione dei canali e delle piattaforme e dall’altra una drammatica riduzione di disponibilità economica da parte dei brodcaster. Credo che oggi il produttore sia colui che sa concepire per questo strano mercato prodotti (fiction o programmi) dall’altissimo impatto editoriale – quindi fortemente distintivi, tali da rafforzare se non proprio definire l’identità della rete per la quale sono pensati – e da un alto tasso di “convenienza” – quindi strutturati per essere prodotti con modalità e costi diversi dai prodotti tradizionali e adatti a coprire il maggior numero di spazi nei palinsesti (vedi l’uso che una rete come RaiDue può fare di X Factor ad esempio).

Nell’era del muticanale l’importante è distinguersi. Come Wilder si differenzia dagli altri?

Seguendo un principio semplice ma allo stesso tempo molto impegnativo: Wilder ha sempre cercato di proporre progetti (siano essi programmi o fiction) che contenessero almeno un elemento di forte innovazione. questo approccio fino ad oggi mi sembra sia stato sempre riconosciuto e ben accolto (e in taluni casi anche ricercato) dalle reti e dal pubblico; e ha contribuito a darci una nostra specifica identità nel mare magnum delle società di produzione italiane.

Quali sono i progetti futuri?

Beh semplice: produrre fiction, film, serie factual, docu, talk show e programmi di intrattenimento, innovativi e di successo.

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