La scommessa di Gori per la Lombardia: “Ce la possiamo fare”

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La rinuncia alla ricandidatura di Maroni apre nuove strade per il centrosinistra. Resta il nodo della coalizione

“Io vedo Giorgio Gori presidente della Regione Lombardia“. A parlare è il vicesegretario del Pd Maurizio Martina, che non nasconde ottimismo in vista dell’appuntamento elettorale, a maggior ragione dopo la rinuncia a ricandidarsi del presidente leghista Roberto Maroni. “In questi anni – ricorda Martina – abbiamo assistito a scontri tra Maroni e Salvini, Lega e Forza Italia. La Lombardia, checché ne dica la propaganda leghista, non ha una guida forte, la presenza della Regione su territorio non c’è”.

Il Partito Democratico ha individuato in Gori, dopo la positiva esperienza come sindaco della città di Bergamo, la persona giusta per dare alla Regione la guida che le manca. E mai come in questa tornata c’è la convinzione di potersela giocare fino in fondo. “Giorgio è la persona giusta – conferma il segretario regionale Alessandro Alfieri – ha le idee e i progetti giusti per migliorare la sanità, i trasporti e la qualità del nostro ambiente. Faremo tutto quello che serve in queste settimane per far conoscere la sua e la nostra proposta a tutti i cittadini lombardi“.

Un’impresa ardua ma non impossibile. Il centrodestra in Lombardia parte comunque con i favori del pronostico. La concomitanza delle elezioni regionali con quelle nazionali potrebbe ostacolare la corsa del sindaco di Bergamo ed anche le incertezze di Leu sulla coalizione rischiano di limitare il campo del centrosinistra e quindi le possibilità di vittoria. “Il 4 marzo con Giorgio Gori – spiega Pietro Bussolati, segretario metropolitano del Pd di Milano – dobbiamo rilanciare la Lombardia e portarla finalmente a competere con le grandi regioni europee per mettere a frutto tutta la sua potenzialità. Oggi più che mai sarebbe sconsiderato e folle andare divisi come centrosinistra“.

Lo stesso Gori, però, non si fa intimidire e sembra realmente convinto di poterla spuntare: “E’ ora di cambiare, innovare, recuperare quello slancio che è nelle corde dei cittadini di questa regione. La nostra proposta concreta si chiama lavoro, crescita, donne, legalità, giovani, ambiente, Europa. Nei prossimi due mesi la faremo conoscere a tutti i lombardi. Siamo partiti per tempo, abbiamo buone idee e moltissimi volontari pronti a mobilitarsi nei territori. La concomitanza con le elezioni politiche non ci spaventa. Anzi, più gente andrà a votare e meglio sarà“.

Per Gori, “la dimensione del civismo è determinante nel voto regionale: punto molto su questo anche per far sì che qualcuno che magari alle politiche voterà per il centrodestra possa decidere alle regionali di votare per noi. Non temiamo l’effetto traino e non mi pare che si veda nei sondaggi che abbiamo che, nonostante segnalino un calo nelle ultime settimane del Pd, vedono invece in crescita la mia posizione”.

Per quanto riguarda la posizione da tenere con Liberi e Uguali, infine, il candidato presidente ha detto: “Credo che sarebbe una cosa difficile da spiegare agli elettori il fatto che in questa regione dove abbiamo l’opportunità di voltare pagina dopo tanto tempo i percorsi siano diversi. Lo dicono anche gli elettori di Liberi e Uguali che sperano che ci sia la capacità di mettere insieme le forze anche perché non ci sono motivi di divisione né politici né personali. Quindi la porta non è aperta, è spalancata”.

 

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