18 App addio? Per il ministro Bonisoli meglio far venire fame di cultura ai giovani

Focus

Il titolare del MIBACT contrario a 18 App. Ascani: “Un governo di destra si riconosce da queste cose: la cultura è un lusso, paragonabile a un paio di scarpe in più.

Ogni volta che la destra è al governo si apre il dibattito sulla cultura. Ormai è passata, tristemente, alla storia la frase dell’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti: “Con la cultura non si mangia”. Ecco, ancora non siamo a quei livelli, anche perché il M5s una parvenza pro cultura la deve dare, ma la storia sembra ripetersi. Questa volta però non è un ministro dell’Economia impegnato a tagliare elementi “inutili”, secondo il suo parere. E’ proprio il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli a far capire come la cultura sia una voce di spesa inutile.

La contrarietà a 18 App

Nella diciassettesima legislatura i governi di centrosinistra, con il ministro Franceschini, hanno introdotto 18 App. Un bonus di 500 euro destinato ai diciottenni, che grazie a quei soldi potevano fruire di prodotti culturali: libri, concerti, mostre, ecc… Sin da subito però il neo ministro Alberto Bonisoli, in quota M5s, si è detto contrario a questa norma. Gli operatori culturali hanno subito protestato, di questo bonus ne ha beneficiato anche l’industria culturale italiana, ma il ministro sembra irremovibile.

Oggi, intervistato dal Corriere della Sera, ha voluto precisare il suo pensiero: “In alcuni casi era meglio spendere diversamente i soldi. Penso alla 18 App, i 500 euro in buoni da far spendere ai diciottenni. Vale 200 milioni… Meglio far venire la fame di cultura ai giovani, facendoli rinunciare a un paio di scarpe”. Una dichiarazione triste che fa capire quanto la cultura non sia al centro dell’azione di governo. Paragonare un libro ad un paio di scarpe è già sbagliato di per se, ma quello che salta all’occhio è come il ministro non si renda conto che un’affermazione del genere è discriminante nei confronti dei ragazzi dei ceti sociali più deboli.

Un’affermazione del genere non tiene conto delle difficoltà di milioni di famiglie. Nelle classi medio alte ci può essere anche questa scelta, magari i ragazzi fruirebbero ugualmente di prodotti culturali. Nelle classi sociali medio basse questa scelta non esiste. Una famiglia in difficoltà non può permettersi il lusso di scegliere tra la cultura e le scarpe, per rimanere sull’esempio del ministro. Così si aumenterebbe ancora di più il divario culturale, cosa che sembra non dispiacere al governo gialloverde.

Le proteste del Pd

Le affermazioni di Bonisoli hanno suscitato immediatamente le proteste del Pd. Roberto Rampi domanda se il ministro voglia far accrescere la cultura con i tagli: “Oggi sul Corriere il ministro della Cultura torna sul tema si 18App. Il mio appello sincero è che voglia approfondire pubblicamente in commissione i dati di quel provvedimento e non parlarne per sentito dire o con affermazioni generiche e moralistiche come quella sul paio di scarpe cui i ragazzi dovrebbero rinunciare per la cultura! La domanda è la fame di cultura, che io preferisco chiamare desiderio, come la facciamo crescere nei ragazzi, con risorse concrete come abbiamo fatto noi o con dichiarazioni di intenti? E se dobbiamo far crescere le risorse perché iniziare con un taglio? Al ministro chiediamo un incontro pubblico con noi e con gli operatori del settore, dati alla mano.”

Ancora più dura Anna Ascani che definisce il ministro inqualificabile: “Il Ministro Bonisoli persevera in un atteggiamento irresponsabile e svilente nei confronti di 18App, ma soprattutto dei nostri giovani. E’ delirante arrivare a dire che sarebbe più educativa per un ragazzo la rinuncia a un paio di scarpe per permettersi i consumi di cultura che avere 18App. Come se tutti i ragazzi in questo paese potessero permettersi i consumi culturali, come se non fosse responsabilità pubblica educare alla cultura. Il sospetto – insiste l’esponente dem – è che il Ministro Bonisoli cerchi goffamente un motivo qualsiasi per tagliare i fondi a 18App, visto che il suo partito ha promesso ingenti tagli delle tasse fortemente classisti. Bonisoli e la Lega abbiano il coraggio di dire questo, invece che sperticarsi in penose lezioni paternalistiche su come si educherebbero i ragazzi alla cultura. Sul mantenimento di 18App – conclude la Ascani – il Partito Democratico darà battaglia insieme al mondo della cultura e ai tanti ragazzi e ragazze che per la prima volta hanno visto un governo scommettere su di loro. E che ora dovrebbero pagare il costo delle promesse irrealizzabili della coppia Salvini-Di Maio”

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