La Resistenza viva

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Manifestazioni in tutta Italia. Martina: “Abbiamo il dovere di costruire ogni giorno e in ogni ora una memoria condivisa”.

Sono tantissime le iniziative e le manifestazioni che si svolgono in tutta Italia in occasione del 73°anniversario della Liberazione dal nazifascismo.

Oltre alle celebrazioni ufficiali a cui ha preso parte il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che si è recato in Abruzzo, sono molti i cortei che come da tradizione si svolgono in tutta Italia, a partire dal corteo dell’ANPI a Roma, che come ogni anno si conclude a Porta San Paolo.

Alla manifestazione dell’ANPI hanno presenziato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e la sindaca di Roma Virginia Raggi, quest’ultima accolta all’arrivo da alcuni fischi.

Si terrà a Milano, nel pomeriggio, la manifestazione nazionale dell’ANPI, che partirà alle 14:30 da corso Venezia per concludersi in piazza Duomo.

Tutte le iniziative sono consultabili sul sito dell’ANPI.

Il Partito democratico ha partecipato, con il segretario reggente Maurizio Martina, alle celebrazioni a Roma presso le Fosse ardeatine, da dove ha affermato: “Abbiamo il dovere di costruire ogni giorno e in ogni ora una memoria condivisa. Siamo qui anche per questo. Perché non c’è futuro senza memoria”.

L’incontro di Mattarella con le associazioni partigiane

“La Resistenza fa parte della nostra storia. Nata spontaneamente nelle città, nelle periferie, nelle campagne e sulle montagne, coglieva il bisogno di pace, di giustizia e di libertà. Ha ridato dignità alla Nazione”.
Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso del tradizionale incontro con le Associazioni partigiane, combattentistiche e d’arma alla vigilia del 25 aprile.

La Resistenza italiana è stata caratterizzata, ha ricordato Mattarella, da “eventi, comportamenti, passioni, generose dedizioni” che “ vanno ricordati costantemente, con convinzione, anche perché, in tanti Paesi, le società di oggi, pur passate attraverso i drammi umani, le sofferenze e le macerie del ventesimo secolo, sembrano talvolta aver attenuato gli anticorpi all’egoismo, all’indifferenza e alla violenza, avvertiti intensamente dalle generazioni che hanno vissuto il secolo delle due guerre mondiali e le crudeltà delle dittature”.

Il Capo dello Stato ha dunque tenuto a fare, nel suo discorso, un riferimento diretto al rischio di oblio della memoria, un pericolo che nel nostro Paese si è manifestato, lo ricordiamo, con l’irruzione da parte di un gruppo neonazista in una sede di un’associazione a Como, l’assalto al quotidiano La Repubblica da parte di neofascisti incappucciati o il saluto romano fatto da un calciatore sul campo di Marzabotto, solo per ricordare alcuni degli episodi più eclatanti.

Per Mattarella tramandare la memoria di quanto successo, anche grazie alle Associazioni presenti alla cerimonia Quirinale, “rappresenta un servizio alla democrazia e alla memoria del nostro popolo. È di grande importanza far conoscere ai giovani, con le testimonianze e la coerenza delle vostre scelte passate, il valore dell’impegno, della responsabilità e della solidarietà”.

Alla Resistenza italiana, celebrata dal 1946 ogni 25 aprile – giorno in cui il CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia) proclamò l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti – presero parte migliaia di donne e uomini dall’8 settembre 1943 al maggio del 1945.
È stato calcolato che i caduti (in combattimento o eliminati dopo essere finiti nelle mani dei nazifascisti), siano stati complessivamente circa 44700 mentre altri 21200 rimasero mutilati o invalidi.

 

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