25 aprile, Zingaretti alla testa del corteo di Milano (dedicato alle donne)

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La scelta degli organizzatori è stata anche quella di diffondere sui social le biografie delle figure femminili che hanno
contribuito di più alla costruzione della democrazia italiane

Ci sarà Nicola Zingaretti alla testa del corteo del 25 aprile a Milano: il neoeletto segretario del Pd guiderà la manifestazione nazionale che, ogni anno, ricorda la festa della Liberazione proprio nella città medaglia d’oro della Resistenza. Oltre al numero uno dei dem saranno presenti i deputati e i consiglieri del partito e i candidati alle Europee, in primo luogo Giuliano Pisapia.

Quest’anno il tema scelto dal Pd metropolitano, che tradizionalmente organizza le celebrazioni, è quello del ruolo delle donne nella liberazione dal nazifascismo: le partigiane, che non solo hanno fatto da staffette, ma hanno anche mandato avanti le industrie con il loro lavoro mentre gli uomini erano al fronte. Per questo i cartelli in mano ai militanti ricorderanno 40 parole al femminile che hanno contribuito alla liberazione dell’Italia: fra queste speranza, fiducia, ribellione, solidarietà.

La scelta degli organizzatori è stata anche quella di diffondere sui social le biografie delle figure femminili che hanno contribuito di più alla costruzione della democrazia italiane, tra cui Lina Merlin, partigiana, socialista e autrice dell’omonima legge per la chiusura delle case chiuse, e Onorina Brambilla, ex responsabile della sezione femminile dell’Anpi.

Il concentramento è a partire dalle 14 in corso Venezia, da dove il corteo raggiungerà piazza Duomo. Dal palco, a partire dalle 15,30, prenderanno la parola Roberto Cenati, Presidente del Comitato Permanente Antifascista, Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, Annamaria Furlan, Segretaria generale Cisl, Dario Venegoni, Presidente nazionale dell’Aned e Carla Nespolo, Presidente nazionale dell’Anpi. Alla manifestazione parteciperanno il Segretario generale della Cgil Maurizio Landini e molti dirigenti nazionali confederali e di categoria.

Come succede dal 2015 il Pd milanese con le sue “magliette gialle” (quest’anno i militanti saranno dotati anche di k-way gialle, viste le previsioni del tempo) scorterà la Brigata ebraica: “Purtroppo siamo già stati avvertiti che ci saranno fischi e contestazioni all’altezza di San Babila, come avviene ogni anno, ma non ci spaventa perché per noi è ancora più importante che la Brigata ebraica sfili a Milano”, ha affermato la segretaria del Pd metropolitano, Silvia Roggiani.

La manifestazione del 25 aprile è anche una risposta alle “troppe provocazioni che minano il ruolo della Resistenza – ha aggiunto – ultima quella avvenuta a Vighignolo, nell’hinterland milanese, dove una statua di legno della staffetta partigiana Giulia Lombardi, uccisa a soli 22 anni dai fascisti, è stata bruciata l’altra notte”.

Grave secondo la dirigente locale del partito il fatto che non ci saranno membri del Governo a sfilare in piazza: “E’ gravissimo che rappresentanti delle istituzioni democratiche manchino ai loro compiti. Chi presta giuramento sulla Costituzione ha il dovere di ricordare da dove arriva” critica Roggiani, che affonda contro il ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Se Salvini può dire quello che gli passa per la testa, perfino pubblicare un post con un mitra in mano è perché ci sono state persone morte per la libertà. Una libertà che Salvini usa tantissimo ma che dà un po’ troppo per scontata”.

L’unico politico della maggioranza legastellata che ha annunciato la sua presenza non istituzionale ma personale al corteo è stato Stefano Buffagni, sottosegretario M5s.

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