Cinque dischi (italiani) non convenzionali da regalare a Natale

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Library music, pop futuribile, musica etnica ancestrale: una breve guida per scoprire cosa regalare all’ascoltatore di musica italiana più eccentrico che conoscete

Siete in ritardo con i regali di Natale e dovete ripiegare sul classico cd dell’ultimo minuto? Allora, almeno, fate in modo che non si tratti di un disco banale. Ecco cinque suggerimenti per mettere sotto l’albero qualcosa di molto, molto interessante.

L.U.C.A. “I semi del futuro”

Library music, cioè musica di servizio: quella che accompagnava documentari, sceneggiati, telegiornali e che negli anni settanta ha visto l’impiego di una disparata gamma di musicisti. Nella creazione di queste particolari sonorizzazioni gli autori spaziavano tra i generi, non lesinando commistioni che potevano variare dal jazz all’elettronica, dal funk alla musica sperimentale senza soluzione di continuità. È con questo approccio che Francesco De Bellis, già membro dei Jollymusic, confeziona un disco , “I Semi del Futuro”, che è una suggestiva (e multiforme) colonna sonora di un passato proiettato verso il futuro. Ascoltare per credere.

 

Alfio Antico “Antico”

Musica etnica del futuro. Custode di una tradizione secolare, Alfio Antico è lo sciamano del tamburo. Il suo suono arcaico, che riesce ad adattarsi alle avanguardie e alla musica pop, vive in questo disco attraverso la collaborazione con Colapesce e Mario Conte: il risultato finale è un’opera ancestrale e ossessiva, quasi una psichedelia primordiale, capace di flirtare magnificamente con la forma canzone, come in questa Ninna Nanna del Caprone.

 

Pop X  “Lesbianitj”

Per coloro che non lo sopportano (molti) questo collettivo musicale formatosi a Trento, sotto la guida di Davide Panizza, è semplicemente la fonte di demenziali motivetti abbinati a puerili musiche digitali; per chi lo adora (molti di più) è la forma più evoluta del pop italico, capace di metabolizzare gli imput odierni per risputarli fuori sotto forma di cortocircuito sonoro. Spiazzante e poetico, abissale e divertente al tempo stesso, Pop X è tante cose insieme, ed è sicuramente meno banale di quello che potrebbe apparire.

 

Rodion “Generator”

Dj e produttore romano di stanza a Berlino, Edoardo Cianfanelli, in arte Rodion, mescola in questo suo “Genrator” il kraut, la psichedelia e la techno con maestria. Apprezzato quasi di più all’estero – dove è stato definito una specie di ibrido tra i Daft Punk precedenti a Get Lucky e i Röyksopp – che da noi, il suo lavoro del 2016 spicca per essere una raccolta di singoli potenti, perfettamente in equilibrio tra il calore degli strumenti reali e il richiamo di certa elettronica funkeggiante dalle sfumature vintage.

 

Jolly Mare “Mechanics”

Dj e produttore leccese, Jolly Mare è uno di quelli ai quali l’etichetta italo-disco (sottogenere tutto italiano della disco music, sviluppatosi tra la fine degli anni settanta e quella degli ottanta) va stretto. Nonostante nel suo album ci sia posto per brani come Hotel Rivera, che non nascondono il proprio universo d’appartenenza, il suo modo di avere a che fare con il funk, l’elettronica e le suggestioni da library music è per certi versi unico e sorprendente.

 

 

 

foto articolo, Pop X

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