La Lega affonda gli 80 euro

Focus

Renzi: “Alla fine a pagare sono sempre i più deboli, quelle famiglie per cui mille euro l’anno in più erano un aiuto vero”

Il bonus degli 80 euro per i lavoratori che percepivano tra gli 8.145 euro e i 26 mila di stipendio annuale non ci sarà più. Nulla di ufficiale, ma l’annuncio della Lega, che di fatto sta scrivendo la manovra, sembra molto di più di un indizio.

Il bonus istituito dal governo Renzi nel 2014 ha portato molti benefici. I 960 euro all’anno, come ha detto la Banca d’Italia, aiuto la crescita del Pil in modo sostanziale. Questo è un fatto. Ma oggi il bonus, anche per via del fatto che è legato ad un avversario politico come Matteo Renzi, è destinato a non essere più nelle buste paga dei lavoratori.

Tutto per i deliri propagandistici della Lega, e in parte del M5s, alla disperata ricerca di risorse per realizzare almeno in piccola parte le mirabolanti promesse elettorali. Il tutto sempre sotto la scure dell’aumento dell’Iva al 25%, un vero e proprio colpo per l’economia italiana, che sembra sia quasi certo.

Ma torniamo agli 80 euro. I responsabili economici leghisti parlano di una trasformazione in una detrazione fiscale o contributiva. Ma la detrazione non sarà uguale per tutti. Infatti alcuni ci perderanno altri ci guadagneranno: chi guadagna meno percepirà quasi zero, chi guadagna di più percepirà via via una quota maggiore, senza però raggiungere i 960 euro erogati dal bonus. Il solito balletto dei Robin Hood al contrario che rubano ai poveri per dare ai ricchi.

La Lega con Garavaglia insiste ad affermare che le buste paga non cambieranno, ma è un’altra menzogna propagandistica.

A commentare la notizia è stato subito Matteo Renzi che ha attaccato: “Il Governo dice basta agli 80€. Alla fine a pagare sono sempre i più deboli, quelle famiglie per cui mille euro l’anno in più erano un aiuto vero. Ma Salvini, finito il tour in spiaggia, deve fare cassa. Mi dispiace perché era una misura giusta, che ha aiutato tante famiglie, ma mi dispiace soprattutto perché a rimetterci sono sempre i soliti”.

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