Abruzzo, la Caporetto M5s. Vince la destra-destra leghista

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Il nuovo Governatore è Marsilio (FdI). Salvini domina ma non ipotizza ripercussioni regionali

Il centrodestra vince le elezioni regionali in Abruzzo. Marco Marsilio, in quota Fratelli d’Italia, è il nuovo presidente della regione, conquistando il 48% dei voti. Un risultato che ha visto la Lega issarsi sino al 27%, percentuale mai raggiunta dal partito di Salvini nel centro-sud.

La coalizione ormai è dominata da Matteo Salvini, con Forza Italia che arretra ulteriormente rispetto alle politiche di un anno fa, perdendo più di cinque punti e finendo sotto il 10% (al 9). Una vittoria comunque annunciata, incrociando i risultati del 4 marzo con l’ascesa della Lega nei sondaggi.

La buona prova del centrosinistra

Il voto in Abruzzo mostra anche una rinnovata vitalità del centrosinistra. Alle politiche del 4 marzo scorso i riformisti raccolsero solo il 17,6%, anche aggiungendo i voti di Leu e Potere al popolo la percentuale è di poco superiore al venti percento. Dunque il 31,3% è un bel passo in avanti. La coalizione allargata e la serietà del candidato hanno dimostrato che il centrosinistra c’è, nonostante la sconfitta elettorale del 4 marzo, e gli strascichi che ha portato.

Il M5s deraglia

Chi deraglia è il M5s, non è servita la presenza costante in Abruzzo di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista. La candidata grillina conquista il 20,2%, mentre il M5s si ferma al 19,7%. In meno di un anno di governo i pentastellati hanno dimezzato i voti, in una delle regioni che più ha contribuito alla vittoria.

Quei venti punti persi dal M5s sono andati principalmente alla Lega, ma anche il centrosinistra ha recuperato una parte dell’elettorato che il 4 marzo ha scelto il Movimento 5 stelle.  Nonostante l’affermazione Matteo Salvini non sembra voler passare all’incasso. Il ministro dell’Interno ha voluto rassicurare il M5s: “È un voto abruzzese, non credo che gli amici dei Cinquestelle debbano temere nulla”. In effetti oggi l’alleanza di governo con i grillini premia il leader leghista, e difficilmente Salvini romperà l’alleanza.

D’altronde in questi primi mesi, la differenza politica tra i due vicepremier ha premiato il leghista, con Luigi Di Maio che non è mai riuscito a reggere il confronto. Ora si attende il prossimo confronto elettorale. Tra due domeniche si voterà in Sardegna, che come l’Abruzzo alle elezioni politiche ha premiato i pentastellati. Una nuova debacle potrebbe cambiare qualcosa nel sodalizio di governo ed aprire nuovi scenari. Probabilmente in queste due settimane il duo Di Maio-Di Battista pianterà le tende sull’isola per provare a scongiurare una nuova sconfitta.

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