Abu Mazen annuncia l’accordo tra Fatah e Hamas

Medio Oriente

Il leader di Anp Abu Mazen ha annunciato il raggiungimento di un “accordo decisivo” per la riconciliazione tra i due movimenti palestinesi

Arriva dall’Egitto la notizia di un tentativo di schiarita dell’ingarbugliata situazione in Medio Oriente.
Dopo due giorni di colloqui al Cairo, sotto l’egida egiziana, tra Fatah e Hamas, il leader di Anp Abu Mazen ha annunciato il raggiungimento di un “accordo decisivo” per la riconciliazione tra i due movimenti palestinesi.

Secondo quanto riferisce l’agenzia palestinese Maan il presidente dell’Anp ha espresso la sua “immediata approvazione” dell’intesa raggiunta, definita dal leader “un passo importante sulla strada per porre fine alla divisione e raggiungere la riconciliazione”.

La stessa Maan ha riferito  dei ringraziamenti di Abu Mazen alla “leadership egiziana per i suoi sforzi nel tentativo di chiudere la divisione”.

L’accordo, a quanto si apprende, prevede che l’Anp riprenda il controllo della Striscia. Inoltre, è stato annunciata entro un mese la visita di Abu Mazen a Gaza, per la prima volta dopo dieci anni.
Tra gli altri termini dell’accordo è previsto il dispiegamento di 3000 uomini della sicurezza dell’Anp, che si faranno carico dei problemi di ordine pubblico e amministrativi della Striscia. Dall’altra parte è prevista l’abolizione da parte di Anp delle sanzioni finanziarie contro Hamas.

L’accordo prevede poi la formazione di un governo di unità nazionale, l’organizzazione di elezioni politiche e presidenziali, la formazione di una commissione congiunta sugli impiegati assunti da Hamas negli enti istituzionali, che sono circa 45 mila persone tra civili e militari. Una delegazione egiziana monitorerà l’applicazione dell’accordo a Gaza. Infine, il governo palestinese prenderà il controllo dei valichi di frontiera tra Egitto e Israele.

La spaccatura tra Fatah e Hamas risale al 2007, anno un cui il movimento islamico ha occupato la striscia, abitata da circa due milioni di palestinesi, dopo un sanguinoso conflitto con l’Anp.

Si attende adesso la reazione del governo israeliano, che per bocca del primo ministro Benjamin Netanyahu aveva già fatto sapere che Israele non avrebbe mai accettato di trattare con un’Autorità palestinese che avesse parlato a nome di tutte le fazioni, dunque compresa Hamas, a meno quest’ultima non avesse smantellato l’apparato militare, interrotto i rapporti con l’Iran e riconosciuto lo Stato di Israele.

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