Accantonato (per ora) il ddl Pillon, un successo per il Pd

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La commissione Giustizia del Senato, che sta esaminando il testo, ha rinviato la discussione a nuova data, probabilmente a settembre

Battuta d’arresto per il ddl Pillon. La commissione Giustizia del Senato, che sta esaminando il testo, ha rinviato la discussione a nuova data, probabilmente a settembre. Il confronto tra i leghisti e l’opposizione si era acceso in sede di ufficio di presidenza. Dopo la frenata del Movimento Cinque Stelle (“Il ddl Pillon è superato, serve un nuovo testo base”), la senatrice del Pd Valente ha chiesto a gran voce il ritiro del testo leghista. Momenti di confusione in maggioranza, visto che il vicepresidente Crucioli (M5S) era tra quelli che poche ore prima avevano criticato il ddl.

Alla fine un accordo si è trovato: il Pd, fortemente contrario alla legge, ha ritirato tutti gli iscritti a parlare ed è poi stato votato il mandato al relatore per presentare un testo unificato. Sono infatti sei i ddl sulla materia. Pillon ha provato a sdrammatizzare: “Simona – ha detto alla senatrice Malpezzi del Pd – almeno come premio di consolazione vieni a cena con me…”. Lei, sorridendo, ha declinato l’invito.

Grande soddisfazione dalle fila del Partito Democratico, che nel pomeriggio era in piazza davanti alla Camera, con il movimento ‘Non una di meno’. “Lo stop del ddl Pillon – afferma Valeria Valente – è un successo che dobbiamo interamente alla grande mobilitazione delle donne, cui il Pd è stato sempre accanto. Abbiamo sin da subito chiesto il ritiro della legge leghista contro i diritti delle donne e dei bambini, e continueremo a farlo. Ora la discussione riparte da zero. Abbiamo vinto la prima battaglia – aggiunge – ma andremo avanti e vigileremo sulla nuova discussione che si riapre a settembre”.

Della stessa idea la senatrice Monica Cirinnà: “In commissione Giustizia esplode l’ennesima spaccatura tra Lega e 5s. Su questa ennesima bagarre passa la linea vincente del Pd. Gli attuali testi in discussione, tra cui il ‘famoso Pillon’ sono accantonati, in attesa di un nuovo testo unificato che tornerà in commissione dopo le ferie. Su questo testo futuro di cui nessuno ha notizia proseguirà l’ostruzionismo del Pd, che ha già iscritto in discussione generale i suoi 52 senatori. Il Pd non è disponibile a sostenere un testo oscurantista e liberticida”.

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