Allarme siccità in tutta Italia: decretata l’emergenza per Parma e Piacenza

Focus

Stanziati oltre otto milioni di euro per affrontare il problema

È emergenza acqua. Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi la richiesta dello stato di emergenza per le zone delle province di Parma e Piacenza. Viene accolta così dal governo la richiesta presentata una decina di giorni fa dal presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini “per far fronte ad una situazione eccezionale”.

“È stato giusto procedere autonomamente alla richiesta di stato di emergenza nazionale perché – spiega Bonaccini – ci ha consentito di accelerare al massimo i tempi e dare risposte a un territorio dove la siccità ha colpito più che altrove. Stiamo seguendo giorno per giorno la situazione e lavorando per rispondere al meglio alle necessità imposte da una crisi idrica importante”.

La crisi idrica in quelle aree è dovuta al lungo periodo di siccità a partire dall’autunno 2016, aggravato dalle elevate temperature estive e dai rilevanti afflussi turistici che hanno determinato un considerevole aumento delle esigenze di acqua potabile.

Per affrontare l’emergenza il governo stanzierà 8,6 milioni di euro. Si prevedono deroghe alle norme nazionali per assicurare la fornitura di acqua potabile alla popolazione (anche mediante autobotti) e per potenziare l’approvvigionamento di acqua con interventi strutturali.

 

La carenza di acqua potabile è evidente anche in altre zone d’Italia, da nord a sud, a causa di un inverno poco piovoso su tutta la penisola e a un aumento generalizzato delle temperature. Dai dati dei primi cinque mesi di quest’anno si sono registrati aumenti delle temperature medie minime e massime nell’ordine di oltre un grado, mentre le precipitazioni sono calate del 30-33% rispetto alla media stagionale. Secondo la Coldiretti mancano circa 20 miliardi di metri cubi d’acqua, un volume praticamente pari all’intero lago di Como.

A rischio sono soprattutto i raccolti e gli allevamenti. Per la Coldiretti il problema è soprattutto per “ortaggi, frutta, cereali, pomodoro, ma anche girasoli e vigneti, il fieno per l’alimentazione degli animali e la produzione di latte per i grandi formaggi“. Per Confagricoltura “il settore agricolo è una delle attività produttive più vulnerabili ai cambiamenti climatici, con le relative problematiche di quantità e qualità delle produzioni ed effetti sui redditi agricoli. Ma nonostante questo, rappresenta uno dei principali strumenti per contrastare fattori di rischio come il dissesto idrogeologico, l’erosione, il consumo del suolo, gli incendi”, ha commentato il presidente Massimiliano Giansanti.

Ma il problema è anche nella vita quotidiana e non solo nelle campagne. Sono tante le città, infatti, in cui sono già state diramate delle ordinanze per limitare il consumo di risorse idriche, attraverso razionamenti e chiusure.

La situazione è critica anche nella Capitale; lì la sindaca Virginia Raggi ha emanato un’ordinanza per regolamentare l’uso dell’acqua potabile, limitandolo a “usi domestici e sanitari, inclusi i servizi pubblici di igiene urbana”. Vanno limitati gli usi superflui come usare l’acqua per annaffiare orti e giardini, riempire piscine, lavare auto.


card_nuova

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli