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Addio George Martin, produttore dei Beatles che ha rivoluzionato il pop

È Ringo Starr, con questo tweet alle cinque di mattina, a dare la notizia

George Martin, il produttore dei Beatles, è morto a 90 anni.
Figura fondamentale per l’affermazione e lo sviluppo della band, Martin ha innumerevoli meriti; primo fra tutti, quello di aver messo sotto contratto i Beatles nel 1962, intuendone il potenziale, allora non così manifesto: i futuri “baronetti” erano stati infatti rifiutati da altre etichette discografiche del tempo.
Divenuto uno dei produttori musicali più influenti di tutti i tempi, dall’alto dei suoi 23 singoli numero uno negli States e dei 30 arrivati in vetta alle classifiche nel Regno Unito, Martin viene spesso etichettato come “il quinto Beatle”.
Parte integrante del clima di creatività quasi magico che si viene a creare nella band, la sua capacità di fornire idee innovative al suono del gruppo viene stimolata dalla situazione, portandolo a trovare soluzioni di produzione fondamentali per il cammino dei Fab Four. Inoltre, la sua formazione da producer di stampo classico, si rivela efficace nell’incanalare e dare il rigore necessario all’ispirazione costante, e spesso selvaggia, di John Lennon e Paul McCartney, rendendo possibili capolavori di sperimentalismo pop come Revolver e Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band.

In alcun brani Martin, oltre a fornire  arrangiamenti orchestrali, è autore  di parti strumentali: come in questa In my Life, contenuta in Rubber Soul, dove suona un assolo di clavicembalo.

Insignito del titolo di Cavaliere nel 1996, un anno prima di Paul McCartney, l’ultima sua “manipolazione” della musica dei Beatles risale al 2006, quando, insieme al figlio Giles, produce Love, album di remix e mash up di classici pezzi dei Beatlesiani.

Per valutare l’impatto che la sua figura ha avuto nella storia della musica possiamo fare riferimento al tweet che il primo ministro inglese, David Cameron, ha scritto stamattina per commemorarlo: “Sir George è stato un gigante della musica – ha contribuito, con i Fab Four, a creare il suono della musica pop più celebre e duraturo di tutti i tempi”

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