Addio a Pina Cocci, la militante pasionaria del Pd

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Lutto nel Partito Democratico, Pina avrebbe subito in mattina un aggravamento di una crisi respiratoria

Lutto nel Partito democratico, in particolare della sezione romana. Si è spenta nella Capitale Pina Cocci, storica militante democratica, da sempre in prima linea nelle battaglie del partito per la città, e non solo, nonostante la sedia a rotelle.

Secondo quanto si apprende dai compagni di partito che la conoscevano bene, Pina avrebbe subito in mattina un aggravamento di una crisi respiratoria. Sui social network si è già attivato un fiume di messaggi per condividere il dolore della perdita e mandare un ultimo saluto alla “compagna Cocci”, proprio nel giorno delle celebrazioni del 74esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo.

Sul suo profilo Facebook, il presidente dell’assemblea regionale del Pd Lazio, Andrea Alemanni, scrive: “Nel giorno forse più tuo di tutti. Nel giorno della Liberazione. Che forse stavolta per te può aver avuto ancora più significati. Però, mamma mia, quanto fa restare senza parole. Che esempio sei stata e sarai. Ti abbraccio, Pina”.

Oggi a ringraziare per quelle parole vissute come una scossa il Pd Lazio.

BUON VIAGGIO COMPAGNA PINA | “Io ora me ne vado. Consegno la delega al presidente. Ma noi dovremo fare un congresso e se…

Geplaatst door Partito Democratico del Lazio op Donderdag 25 april 2019

Lo scorso maggio, intervenendo all’Assemblea Pd, la militante Pd aveva acceso gli animi con il suo intervento. “In periferia a voi chi vi ha mai visto?”, aveva detto. “Io ora me ne vado. Consegno la delega al presidente. Ma noi dovremo fare un congresso e se stiamo messi così come stiamo messi oggi, non me chiamate”. aveva detto dal palco dell’assemblea dem con un intervento moto duro.

Commosso il ricordo di Matteo Orfini: “Non ci posso credere, Pina. In quel corpo così fragile eri comunque così forte da sembrarci immortale. E invece te ne sei andata così, all’improvviso. Non dovevi, non potevi. Avevamo una marea di cose ancora da fare insieme. Ci stavamo lavorando, ci eravamo fatti una promessa. Da quando avevamo riaperto la sezione a Tor Bella Monaca, da quando ti avevamo restituito le chiavi. Da quando tu le avevi date a quelle ragazze un po’ matte che erano entrate miracolosamente nelle nostre vite e che accudivi e amavi come figlie.

Pina ma come ti è saltato in mente di andartene così? Proprio ora che il nostro lavoro iniziava a darci soddisfazioni. Anche se tu ovviamente non lo avresti mai ammesso. Ogni volta che arrivavo il solito nostro gioco: io che iniziavo a contare e tu che mi chiedevi “che conti?”. E io che rispondevo “il tempo che ci metti a mandarmi a quel paese”. E tu subito mi ci mandavi e poi ci abbracciavamo”.

Non ci posso credere, Pina.In quel corpo così fragile eri comunque così forte da sembrarci immortale. E invece te ne…

Pubblicato da Matteo Orfini su Giovedì 25 aprile 2019

 

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