Addio Valentina Cortese, la leggerezza dell’essere attrice

Focus

È morta la grande interprete di memorabili allestimenti teatrali e anche di molti film importanti

Con Valentina Cortese, scomparsa all’età di 96 anni, se ne va forse l’ultima rappresentante di una floridissima stagione del teatro italiano, probabilmente irripetibile, quella dei Visconti e degli Strehler. E se ne va una donna di incomparabile classe, di grazia pura, di leggerezza estrema.

Noi la ricordiamo fra le altre cose in un lontano, leggendario Giardino dei ciliegi allestito da Strehler, lei era naturalmente la gran protagonista, Ljuba, emblematico personaggio cechoviano sospeso tragicamente fra la memoria e la realtà: e la Cortese tutta di bianco vestita, bellissima, intonava quelle frasi di Cechov come fosse una ininterrotta poesia novecentesca con la forza della fuoriclasse del teatro.

Fu anche una importante attrice di cinema. Addirittura a fianco di star come Humphrey Bogart, stimata da Chaplin che l’avrebbe voluta per Luci della ribalta– poi non se ne fece nulla, peccato. O ancora con Truffut in Effetto notte, o con Antonioni ne Le amiche, con Fellini in Giulietta degli spiriti, con Zeffirelli in Fratello sole sorella luna.

Valentina Cortese, col perenne turbante sulla testa ad esaltarne la bellezza dei tratti, resterà nella memoria di tanti spettatori e nella storia dello spettacolo italiano, nella galleria dei grandi protagonisti della cultura e della bellezza.

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