AKK, la delfina di Merkel frena la svolta a destra. Ora le sfide più difficili

Focus

Annagret Kramp-Karrenbauer è la nuova leader della Cdu, eletta dal congresso di Amburgo con poco più del 50% dei voti

Riuscirà Annagret Kramp-Karrenbauer ad arginare la deriva populista in Germania? Ora tocca a lei, dopo che il congresso della Cdu l’ha eletta presidente del partito. Un congresso per certi versi drammatico, convocato d’urgenza dopo che il 29 ottobre scorso Angela Merkel aveva annunciato, a causa del pesante rovescio subito dai cristiano-democratica in Assia, le sue dimissioni.

Tutto ciò che è successo in Germania, dalle elezioni federali del settembre 2017 ad oggi, sembrava aver spianato la strada all’ala destra dei conservatori, che avevano individuato nel nemico giurato della Cancelliera, Friedrich Merz, il “campione” sui cui puntare per realizzare la svolta. Invece, con un colpo di coda degno della sua gloriosa carriera politica, la (fu) Mutti è riuscita a piazzare la sua “delfina”, che è riuscita ad avere la meglio sul rivale al ballottaggio con il 51,75% dei voti contro il 48,25% di Merz.

Ci sono stati momenti toccanti, ad Amburgo. Come i quindici minuti di standing ovation riservati dalla platea dei 1001 delegati ad Angela Merkel, che ha svolto la sua ultima relazione da presidente del partito, rivendicando la sua straordinaria azione di governo e anche l’impostazione che, probabilmente, soprattutto sulla questione migranti, ha portato alla sua fine politica. Non ha risparmiato fendenti nei confronti di Wolfgang Schaeuble, colpevole di aver dato il suo appoggio a Merz, e ha esaltato AKK (questo l’acronimo con cui impareremo a conosce la nuova leader) per le sue vittorie elettorali in Saarland, il Land più piccolo della Repubblica Federale al confine con la Francia, di cui è considerata la regina incontrastata.

Ora, per AKK, 57enne cresciuta politicamente e umanamente nella Cdu, figlia della provincia cattolica tedesca, viene il difficile. Intanto tenere insieme un partito che sembra spaccato a metà. E poi, soprattutto, affrontare le sfide dell’immediato futuro, fermando l’emorragia di voti a destra verso i nazi-populisti di AfD. Il 2019 sarà da incubo: tre elezioni regionali nei Länder dell’est tanto cari agli estremisti, varie consultazioni comunali e l’appuntamento decisivo con le elezioni europee.

“Voi mi chiamate mini-Merkel, pensando che sia una sua copia, ma io sono io e imparerete a conoscermi”. In bocca al lupo AKK, la Germania (e l’Europa) dipendono anche da quanto fortunata sarà la tua esperienza.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli