Dov’è il piano industriale? Tutti contro di Maio dopo le parole su Alitalia

Focus

Per Di Maio “buone notizie in arrivo”, ma sindacati e FNTA annunciano mobilitazioni. Il Pd: “Il governo riferisca in Parlamento”

A pochi giorni dalla scadenza ultima – già frutto di una proroga – del 30 aprile per la presentazione da parte di Fs del piano industriale per il salvataggio di Alitalia, fanno discutere le dichiarazioni del vicepremier e ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, che senza scendere troppo in dettagli ha affermato oggi, ricorrendo allo stile suspence al quale ci ha abituato in questi mesi: “Tutto sta andando per il meglio, nei prossimi giorni avremo buone notizie”.

Parole che hanno scatenato innanzitutto la reazione dei sindacati, con Filt Cgil che ha parlato di “teatrino”.
“La realtà – ha detto il segretario nazionale Fabrizio Cuscito – è l’assenza di convocazioni e comunicazioni formali da parte del governo”.

“Dopo quasi due anni di amministrazione straordinaria – ha evidenziato il segretario della Filt – i rappresentanti dei lavoratori sono stati convocati solo tre volte, nonostante fosse stato promesso un tavolo permanente. Se non uscirà, come promesso, entro fine aprile, il piano industriale di crescita e sviluppo, nel quale anche il Governo dovrà essere parte attiva sarà inevitabile la mobilitazione di 24 ore di tutti i lavoratori di Alitalia e dell’indotto”.

Anche la Federazione Nazionale del Trasporto Aereo, che riunisce le associazioni professionali ANPAC, ANPAV e ANP ossia dei piloti e degli assistenti di volo, ha espresso forte preoccupazione e si è detta pronta alla mobilitazione.
“Dalla data del commissariamento di due anni fa – si legge in una nota -, il vice presidente del consiglio e ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio, ha più volte promesso il rilancio della compagnia di bandiera, ma a tutt’oggi, non esiste nulla di concreto. Questa situazione di stallo è inaccettabile per i piloti e gli assistenti di volo di Alitalia che non intendono rimanere inerti ad assistere a quello che rischia di diventare una eutanasia di Stato e sono pronti a mobilitarsi”.

Il rischio, ricorda l’associazione, è di una messa in liquidazione della compagnia in caso di mancanza di offerte concrete di acquisto, con le drammatiche conseguenze che un epilogo del genere avrebbe per gli oltre 10mila dipendenti e per l’intero comparto.

Scettica anche l’opposizione, con la capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Raffaella Paita, che ha dichiarato: “Si fa veramente fatica a capire da quali elementi Di Maio tragga tanto ottimismo circa il futuro della compagnia di bandiera. Il piano di Fs, per la cui presentazione c’è tempo solo fino al 30 aprile, sembra del tutto in alto mare”.
“Per di più – ha aggiunto – anche qualora l’ipotesi sempre più improbabile di un ingresso azionario di Fs prendesse corpo, saremmo davanti a una soluzione molto pasticciata. La situazione è insomma disperata. E, al di la’ della propaganda, lo sa anche Di Maio”.

Su Alitalia è intervenuto anche il segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, che in una nota ha chiesto al governo di riferire al più presto in Aula. “Siamo preoccupati per come il Governo abbia abbandonato al proprio destino Alitalia e i suoi lavoratori – ha detto il leader dem -. Dopo aver promesso la nazionalizzazione, se ne sono disinteressati. Il tempo corre e non sanno cosa fare, non esiste un partner disposto a investirci e non si vede un piano industriale. Chiediamo al Governo di andare a riferire in Parlamento al più presto”.

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