Alitalia, “Prestito ponte di 600 milioni. Esclusa la nazionalizzazione”

Focus

Gentiloni, Calenda e Delrio illustrano le intenzioni del governo dopo la nomina dei commissari straordinari che dovranno gestire l’ex compagnia di bandiera nelle prossime settimane

Il governo ha nominato tre commissari straordinari per elaborare un piano industriale in grado di salvare Alitalia. E per assicurarne l’operatività nei prossimi sei mesi, ha concesso un prestito ponte di 600 milioni di euro. È quanto è stato stabilito dal consiglio dei ministri di oggi attraverso due decreti, uno per la nomina del collegio commissariale, e l’altro per il prestito in grado di garantire la continuità operativa.

“Deve essere molto chiaro – ha sottolineato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, al termine del Consiglio dei ministri – che gli obiettivi che ispirano la decisione di amministrazione straordinaria di Alitalia sono quelli di rispondere a esigenze di mantenimento di un patrimonio aziendale, ma non sono quelli di immaginare una ri-nazionalizzazione della compagnia”.

Il periodo, ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, è quello che serve per assicurare l’operatività dell’azienda per sei mesi. Calenda ha sottolineato che l’importo dei 600 milioni di euro è “il massimo che oggi si possa prevedere e fare”. Il prestito, ha aggiunto, è a “condizioni di mercato”, è stato definito con la Ue e ha un tasso “euribor più mille punti. Non è a buon prezzo, come giusto nelle condizioni date”.


 

 


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