Allarme Verde: il mondo sull’orlo della catastrofe, stare fermi è un suicidio

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Il grido di Mattarella: “Servono misure concordate a livello planetario”. Già oggi, nel mondo, muore una persona ogni 5 secondi per l’esposizione all’inquinamento atmosferico

“Siamo sull’orlo di una crisi climatica globale, per scongiurare la quale occorrono misure concordate a livello planetario”. Le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella pesano come pietre nel dibattito politico sul climate change che sta tenendo banco ad ogni latitudine. A dispetto delle sconcertanti stregonerie negazioniste di Donald Trump, infatti, le conseguenze del riscaldamento globale sono sotto gli occhi di tutti. E, finalmente, stanno cominciando a svegliarsi coscienze che sembravano ormai sopite.

“Deve essere chiaro – ha detto Mattarella a Belluno, in una provincia che solo pochi mesi fa è stata colpita da una tragica ondata di maltempo che ha letteralmente sradicato centinaia di migliaia di piante, una riserva ambientale senza eguali in Europa – che il rapporto con la natura è fatto di rispetto degli equilibri dell’ecosistema“.

La situazione è drammatica e il recente flop della Cop24, la conferenza di Katowice che doveva dare attuazione agli accordi di Parigi sul clima, non ha fatto altro che aggravare un quadro sempre più preoccupante. Vale la pena ricordare che proprio nella capitale francese, quattro anni fa, per la prima volta, i rappresentanti di quasi tutta la comunità internazionale si sono impegnati ad intraprendere azioni concrete per limitare l’aumento delle temperatura a 1,5 gradi entro la fine del secolo. Il mondo, però, sta andando nella direzione opposta. Nel 2017 infatti, per la prima volta dopo tre anni, la concentrazione media di anidride carbonica a livello globale ha raggiunto un nuovo record (405,5 parti per milione nel 2017 mentre nel 2015 il livello medio di concentrazione nell’atmosfera era pari a 400,1 parti per milione) e il picco è stato già superato nei primi nove mesi del 2018. Questo dato è stata confermato anche dal rapporto speciale sul cambiamento climatico dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, l’organismo delle Nazioni Unite che studia il surriscaldamento globale), in cui si prevede che, se non si invertirà la tendenza, la soglia stabilita a Parigi sarà raggiunta fra il 2030 e il 2052, portando ad una situazione non più recuperabile.

Come rilevato dall’Organizzazione mondiale della sanità, se non si farà nulla per invertire la tendenza, entro i prossimo 20 anni non sarà più possibile limitare le conseguenze dei cambiamenti climatici, che già oggi causano effetti devastanti in tutto il mondo. Ondate di calore, fenomeni meteorologici estremi, dissesto idrogeologico, alterazione del ciclo dell’acqua, scioglimento dei ghiacci, innalzamento del livello del mare, migrazioni di massa sono le principali conseguenze dei cambiamenti climatici, già oggi ben visibili.

Per non parlare degli effetti negativi sulla salute. Il quadro tracciato dall’Onu è raggelante: una vita umana finisce prematuramente, a causa della sua esposizione all’inquinamento atmosferico, ogni 5 secondi, per circa 800 decessi all’ora. Una realtà così grave da far dichiarare all’esperto Onu per i diritti umani e l’ambiente, David Boyd, che “l’umanità sta per causare la sesta estinzione di massa nel mondo”.

Davanti a tutto ciò, per troppi anni ignorato dalla politica, dai media e dall’opinione pubblica, qualcosa finalmente sta cominciando a muoversi. E molto lo si deve alla straordinaria e silenziosa azione di una giovane ragazza svedese, Greta Thumberg, da poco sedicenne, che in pochi mesi, con i suoi “scioperi per il clima”, è diventata una dei 25 teenager più influenti al mondo. E’ intervenuta due volte alla conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici e al Forum economico mondiale di Davos, spiattellando davanti ai grandi della Terra tutte le loro responsabilità. Ora c’è un salto di qualità: venerdì 15 marzo tantissimi studenti lasceranno vuoti i banchi di scuola per protestare contro il riscaldamento globale.

Sulla scia dell’hashtag #fridaysforfuture, si prospetta una delle più grandi iniziative studentesche nell’era dei social media e anche una delle azioni più concrete a difese dell’ambiente degli ultimi decenni.

A livello politico, in Italia, solo il Partito Democratico sembra aver capito la portata di ciò che sta succedendo. La quinta stella “ambientalista” del Movimento è ormai caduta mentre il nuovo segretario del Pd Nicola Zingaretti non ha esitato a dedicare la sua vittoria alle primarie proprio a Greta Thumberg. Intanto, in vista del 15 marzo, domani mercoledì 13 marzo il gruppo del Pd al Senato presenterà il testo della mozione per il “contrasto ai cambiamenti climatici”, sottoscritta da decine di realtà della società civile impegnate da anni su questo fronte.

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