Minniti smaschera i 5 Stelle: “Di Maio sta facendo alleanze sottobanco”

Focus

Tantissimi i temi toccati dal Ministro dell’Interno in un lungo colloquio con Eugenio Scalfari sulle pagine di Repubblica

Macerata, Piacenza e la democrazia “il solo sistema che conserva la libertà e la giustizia”, tantissimi i temi toccati da Marco Minniti in un lungo colloquio con Eugenio Scalfari sulle pagine di Repubblica. Ma anche tanta politica, in vista delle elezioni del 4 marzo prossimo, perché la fatidica data si avvicina e gli scenari possibili rimangono ancora confusi.

M5S senza piani concreti

Secondo il ministro dell’Interno “Di Maio sta facendo alleanze sottobanco, con la scusa di associarsi a personalità di grande competenza in singoli settori. Questo perfino nella prospettiva di una loro eventuale presenza al Quirinale quando Mattarella sarà scaduto”. “I grillini – prosegue Minniti- sono molto forti specialmente nel Sud e in Sicilia ma non hanno alcun piano concreto. Nel frattempo si è sviluppata una lotta interna tra Di Maio e molti altri esponenti del movimento ormai diventato partito. Ma alleanze politiche non ne faranno e quindi credo che perderanno terreno se la politica del Pd aumenterà l’efficienza, gli ideali e la raccolta di una nuova grande sinistra”.

La finta alleanza della destra

Minniti commenta le mosse del centrodestra bollando l’alleanza tra Berlusconi, Meloni e Salvini come “puramente figurativa che non ha nulla di effettivo“. “Fanno finta di essere alleati per ottenere ciascuno più voti di quanti già ne abbiano” ha spiegato Minniti “ma poi in realtà si contrappongono su tutto. Berlusconi si prepara semmai ad alleanze di altro genere”. Con Renzi? “Forse lo vorrebbe, ma Renzi non si alleerà mai con Berlusconi. Semmai pensa che Berlusconi avrà verso il Pd un comportamento neutrale” chiude il ministro.

Il futuro del Pd al governo

Minniti non ha nascosto di aver suggerito al segretario Renzi di  “non andare al governo. Gentiloni – per Minniti – deve continuare come governo di ordinaria amministrazione perché questa è l’intenzione del nostro Presidente della Repubblica”. “Questo rinvio – aggiunge il responsabile del Viminale – può durare sei mesi, otto mesi, un anno ma poi bisognerà indire ovviamente nuove elezioni. E’ possibile che Gentiloni venga rieletto per un vero e nuovo incarico, ma avrà sicuramente anche altri concorrenti e non è escluso – per Minniti – che abbiano la meglio. In teoria tra questi ci può benissimo essere anche Renzi ma suppongo che non lo farà”.

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