Altri 2 anni di Raggi anche no

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La sindaca compia un atto di generosità e lasci. Il Pd esca dal letargo e si metta a disposizione per la riscossa della Capitale

Virginia Raggi si deve dimettere. Compiendo un atto di onestà intellettuale e politica. E di generosità verso Roma e i romani. La scommessa è fallita: e diamole atto che forse era impossibile vincerla. Ne prenda atto con sincerità e la Capitale ne serberà un ricordo meno cattivo. Esca di scena con un bel gesto: non ce l’ho fatta, provino altri. Liberi dunque la Capitale, si dimetta e si aprano le procedure per nuove elezioni.

Dopo tre anni, nei quali la sindaca si è arrabattata di qua e di là mostrando più arroganza e opacità che capacità di governo,  il bilancio è drammatico. Non è un giudizio politico: è un dato della realtà. Talmente evidente (scriviamo sovrastati dalle urla dei gabbiani) che non vi insistiamo. Altri più competenti noi hanno già emesso un verdetto di bocciatura (per tutti, il direttore del Messaggero Virman Cusenza).

Non c’è più tempo per recuperare un triennio disastroso. Altri 2 anni così Roma non li sopporterebbe. I romani sono stufi di mondezza, buche, dopo, autobus che non passano. La Capitale sta facendo una figura barbina agli occhi del mondo. Basta, Virginia.

Il M5s a Roma è sparito come sparì l’Uomo Qualunque di Giannini. La destra fascioleghista si frega le mani e ipoteca il Campidoglio.

Il Pd esca dunque dal letargo romano. Sì inventi una libea. Si repari a mettersi a disposizione di una “super- lista” civica. Non è scritto che la partita è perduta in partenza. In ogni caso,  altri 2 anni di Raggi anche no.

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