Salta anche l’assessore Meloni? L’elenco infinito dei “caduti” al Campidoglio

Focus

L’assessore al Commercio ha pronunciato frasi polemiche sui rapporti tra il M5S e i Tredicine: Lo scontro dopo la Befana potrebbe esplodere

La famiglia Tredicine da molti anni gestisce il tradizionale mercatino natalizio di Piazza Navona. Contro lo strapotere della famiglia, che controlla anche gran parte dei camion-bar presenti davanti ai principali monumenti della città, l’amministrazione Marino e poi il commissario Tronca avevano portato avanti una vera e propria crociata contro lo strapotere di una famiglia più volte incappate nei rigori della legge. Crociata che aveva dato i suoi frutti.

Il nuovo bando approvato dalla giunta Raggi ha portato indietro le lancette, e così per i prossimi nove anni la famiglia Tredicine – su cui da anni indagano a vario titolo magistratura e Guardia di Finanza – è riuscita ad accaparrarsi ben 16 postazioni sulle 51 a disposizione.

La vicenda in qualche modo è stata denunciata anche dall’assessore al Commercio Adriano Meloni che al Messaggero ha dichiarato: “Temo un accordo”. L’assessore parla di un presunto accordo – naturalmente l’accusa è ipotetica – tra la famiglia Tredicine e il M5S romano, in particolar modo con il presidente della commissione commercio e  fedelissimo della sindaca Andrea Coia, tanto da chiamarlo Coicine.

Meloni dopo una telefonata con la sindaca Raggi ha leggermente ritrattato ma in molti del Movimento chiedono la sua testa, in primis lo stesso Coia che ha dichiarato: “Meloni è un tecnico e può essere sostituito”, a cui l’interessato, vicino alla Casaleggio Associati, risponde oggi sul Messaggero: “E’ verissimo, peccato che non risponda a Coia, ma alla sindaca Raggi: è lei il boss”.

Meloni, tra le altre cose, potrebbe essere uno dei test chiave dell’eventuale processo a carico della sindaca sul caso nomine, per il quale la Procura ha già chiesto il rinvio a giudizio per falso.

Uno scontro che fa pensare all’allontanamento di Meloni, magari dopo la Befana. L’assessore al commercio sarebbe l’ultimo caso di una serie di sostituzioni mai viste prima, iniziata addirittura prima dell’insediamento quando la sindaca ha fatto fuori Lo Cicero, che era stato indicato dalla stessa durante la campagna elettorale.

La serie di sostituzioni è lunga, in 18 mesi la città ha visto ben quattro diversi assessori al Bilancio Marcello Minenna, Andrea Mazzillo e ora Gianni Lemmetti, già assessore al Bilancio dell’amministrazione grillina di Livorno. A questi si può aggiungere anche Raffaele de Dominicis, che però è durato solo quattro giorni.

Come dimenticare poi Paola Muraro, super assessora all’Ambiente, che a seguito di un’indagine che l’ha coinvolta è stata prima difesa a spada tratta dalla sindaca e poi silurata e costretta alle dimissioni.

Altro caso “rumoroso” è stato quello di Paolo Berdini, scaricato e costretto alle dimissioni dopo la diffusione di un audio, durante un colloquio con un giornalista de La Stampa, in cui definiva la sindaca “inadeguata per il ruolo che ricopre, impreparata strutturalmente e colpevole di essersi messa in mezzo a una corte dei miracoli”.

Niente male per soli 18 mesi di (non) governo della città, che pian piano sprofonda sempre di più nelle sue difficoltà. Naturalmente queste sono solo alcune delle sostituzioni, epurazioni e dimissioni. All’elenco mancano molti nomi, tra cui dirigenti delle partecipate, Atac e Ama su tutti. Un elenco lunghissimo.

 

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli