LeU, un amalgama mal riuscito

Focus

Da quelle parti finora nessuna autocritica. Un’esperienza che non poteva funzionare

Da un certo punto di vista, peccato. Sì, peccato che la sinistra alla sinistra del Pd abbia sprecato l’ennesima occasione. Si può dire che in molti l’avevano previsto; e però quando il fallimento è conclamato bisogna chiedersene il motivo. Aprire una riflessione. Non ve ne sono segni ma noi ci proviamo.

Dunque, LeU ha finito la benzina, la sua corsa è durata 7-8 mesi: perché? Eppure le condizioni erano favorevoli: criticando/attaccando un Pd in difficoltà in teoria LeU avrebbe dovuto far man bassa di quei consensi perduti. E invece no. Non solo non ha preso voti al Pd ma nemmeno a M5s, contribuendo alla fine solo a ostacolare il centrosinistra. Un capolavoro.

C’era senz’altro un vizio d’origine: quello di sommare un po’ burocraticamente due forze politiche (Mdp e Sinistra Italiana), con gruppi dirigenti autonomi, leader diversi, idee distinte. Fratoianni aveva e ha in mente un partito di estrema sinistra, coeso, tosto, e avversario dei riformisti, occupando il “luogo” che fu di Rifondazione comunista e che si rifà alle idee di Varoufakis, Mélenchon, Linke; Mdp invece era ed è più vicina al Pd (un Pd – intendono loro – depurato da Renzi e dal renzismo), interessata a un eventuale slittamento “a sinistra” del Pd medesimo. Fra queste due linee il dinamismo “civico” e di movimento di Pippo Civati non ha trovato spazio, mentre negli ultimi tempi è venuta avanti l’opzione “sovranista di sinistra” di Fassina e D’Attorre (opzione questa che ci pare la più bizzarra di tutte). Infine, negli ultimi giorni, Roberto Speranza, leader di Mdp, ha parlato di una forza “rosso-verde” – qualunque cosa ciò voglia dire – probabilmente ammaliato dalle affermazioni dei Verdi in Germania.

Insomma, un’amalgama non riuscito, avrebbe detto D’Alema. Con troppi personalismi, un leader presto disconosciuto (Pietro Grasso), poca iniziativa sul territorio, scarsa presenza nel dibattito. Alla fine, si è trattato di un magro cartello elettorale, che come tutti i cartelli elettorali non aveva fiato e non poteva non spiaggiarsi. La lezione della mesta fine della Sinistra Arcobaleno non ha insegnato nulla: la storia si è ripetuta. Ed ora che tutto è concluso, ciascuno riprende le sue cose per andare altrove. Non sanno dove, ma comunque ci vanno.

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