Quando i giovani alzano la voce

Focus

La lotta per la salvaguardia dell’ambiente che si celebra nelle piazze di tutto il mondo domani passa da coraggiosi processi di riforma che dobbiamo raccogliere e portare avanti

Da tanto tempo purtroppo si parla di cambiamenti climatici, e purtroppo la situazione non è migliorata. La presa di coscienza collettiva c’è, almeno in quella parte di mondo più sensibile a una onesta riflessione sul presente, ma le legislazioni dei singoli stati hanno tardato e tardano ad adeguarsi. Per non parlare delle difficoltà che incontrano i vari accordi sul climate change.

La situazione non è bella, eppure c’è un qualcosa che mi fa essere ottimista: per la prima volta sono i giovani ad alzare la voce. I giovani di tutto il mondo. L’iniziativa della sedicenne svedese Greta Thunberg, che si concretizzerà nel grande “sciopero” di venerdì 15, è una novità assoluta ed è un grande inno alla speranza. I “grandi” non hanno avuto la forza di incidere così efficacemente, fatto sta adesso sono i ragazzi, in certi casi anche i giovanissimi, a interpellarci. Sono ottimista perché, se guardo indietro, rifletto che dalle contestazioni giovanili del ’68 in poi, i “moti” di piazza che hanno avuto i giovani come spinta iniziale sono quelli che hanno maggiormente inciso nel corso degli eventi.

Quando alcuni giorni fa ho visto quei giovani partecipare come spettatori all’ultima plenaria di Strasburgo, al Parlamento europeo, ho notato tutta la loro determinazione e compreso l’energia che sono in grado di sviluppare. Una bomba di salute contro l’altra bomba sulla quale siamo seduti, il surriscaldamento globale.

E’ però evidente che uno “sciopero” mondiale, una manifestazione di piazza per quanto innovativa e partecipata non può bastare. Dobbiamo noi “grandi” raccogliere quel grido. E non a parole, come hanno fatto e fanno in tanti. Penso a chi, anche tra gli attuali governanti italiani, si è stracciato le vesti di fronte ai fenomeni climatici che lo scorso autunno devastarono l’Italia, ma ha sempre remato in direzione contraria alla salvaguardia dell’ambiente: la Lega per esempio ha votato al parlamento europeo contro la ratifica dell’accordo di Parigi, la direttiva per le energie rinnovabili, i provvedimenti per l’efficienza energetica e le emissioni di CO2 delle automobili, la direttiva per ridurre la plastica monouso.

Inspiegabile poi come nell’ultima analisi costi-benefici della Tav la riduzione di Co2 è calcolata come un costo, considerando come mancato introito la minor vendita di carburante. L’Unione europea, la tanto vituperata Unione europea secondo la corrente vulgata sovranista, invece è alla testa mondiale di un fronte per la salvaguardia del pianeta. Se non ci fosse stata l’Unione europea, in fatto di lotta ai cambiamenti climatici saremmo molto più indietro di dove siamo adesso. Perché “fare” si può: ridurre le emissioni di Co2, puntare sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica, incentivare l’economia circolare per far rivivere i rifiuti. E qui non posso non ricordare la grande riforma che sull’economia circolare Bruxelles ha introdotto.

Quando all’inizio della legislatura prese il via la discussione sull’economia circolare non tutti ne compresero l’enorme potenzialità, ma questo non ci fermò dal perseguire un obiettivo ambizioso i cui risultati non arriveranno nell’immediato, ma a lungo termine, come e’ normale che sia per un processo di riforma così importante.

E grazie a questa lungimiranza, alla messa in campo di scelte che pensano al domani e non all’oggi che il nuovo pacchetto di norme di cui sono stata relatrice è diventata legge dell’Unione europea e modificherà concretamente i nostri stili di vita, innalzando i target di riciclo e impostando nuovi cicli industriali sostenibili di produzione e di riutilizzo dei materiali.

La lotta per la salvaguardia dell’ambiente che si celebra nelle piazze di tutto il mondo domani passa da coraggiosi processi di riforma che dobbiamo raccogliere e portare avanti perché compito della politica è avere un’idea di futuro e, per noi, deve essere un futuro sostenibile.

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