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Amendola: “Stabilità Tunisia è fondamentale per Mediterraneo di pace”

La stabilità della Tunisia “è fondamentale” per chi crede in un Mediterraneo di pace. Lo ha detto ad “Agenzia Nova” Enzo Amendola, membro della Commissione Affari esteri e comunitari della Camera dei Deputati, oggi in visita a Tunisi con una delegazione parlamentare italiana. “Questa è la terza visita della Commissione Affari esteri qui in Tunisia. Abbiamo incontrato i massimi vertici politici e istituzionali per trasmettere un messaggio che non è solo di solidarietà per quello che è successo negli ultimi mesi, ma di collaborazione fattiva su tutti gli ambiti: politico, economico e anche di sicurezza”, ha detto Amendola, evidenziando che “la Tunisia è stata colpita non solo dal lato della sicurezza, ma anche sul piano economico, perché colpire il turismo significa colpire al cuore la rinascita del paese”.

Alla luce del sanguinoso attentato di Sousse di due settimane fa, il Foreign Office britannico ha avviato un piano di evacuazione dei suoi cittadini, invitando le autorità tunisine a “lavorare di più per la sicurezza dei turisti”. Anche il ministero degli Esteri danese ha invitato i suoi cittadini a non recarsi in Tunisia a causa “dell’alto rischio di attacchi terroristici”. Nei prossimi giorni, ha detto Amendola, sono previste delle “importanti riunioni” sul tema della sicurezza e della difesa della Tunisia al quale dovrebbero partecipare i rappresentanti di molti paesi europei. “Spero che questo possa portare a dei livello di cooperazione più intensa”, ha spiegato Amendola.

In seguito agli attentati degli ultimi mesi la Tunisia sta attuando un piano di riforme nel piano della sicurezza e al momento è al vaglio in parlamento una nuova legge anti-terrorismo. In questi mesi le autorità della Tunisia hanno arrestato mille persone ed emesso 15 mila divieti di espatrio dopo l’attentato al Bardo del 18 marzo scorso, costato la vita a 24 persone, tra cui quattro cittadini italiani, e la strage di Sousse. Di questi, almeno 127 sono stati arrestati dopo il massacro del 26 giugno e dopo oltre 700 operazioni di polizia. Ad oggi il governo ha dispiegato oltre 100 mila unita’ di polizia, guardia nazionale e protezione civile, oltre all’esercito. Di questi, almeno 3 mila uomini si occupano della sicurezza di spiagge, hotel e siti archeologici.

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