Ballottaggi in 136 Comuni. L’esito è tutto da scrivere

Focus

Oltre 3 milioni e mezzo di cittadini chiamati al voto domenica. Il quadro dei ballottaggi tra esiti (forse) scontati e possibili sorprese

Sono oltre 3 milioni e mezzo gli elettori interessati al turno di ballottaggi di domenica prossima, spalmati su 136 Comuni in tutta Italia, di cui 15 capoluoghi e 124 con una popolazione superiore ai 15mila abitanti. Dunque una tornata elettorale significativa, che arriva a due settimane dall’election day che ha messo insieme Europee e Amministrative.

Un voto, quello del 26 maggio, che tra esiti più o meno previsti (il boom della Lega) e risultati inattesi (il crollo superiore del previsto del M5S), ha consegnato alle cronache elettorali anche una interessante anomalia, e cioè un inedito voto disgiunto tra chi, nelle città, ha scelto la Lega sulla scheda per Bruxelles e il centrosinistra su quella per il sindaco.

Per qualcuno la conferma che, al netto di provocazioni e originalissimi post facebook a metà tra il ku klux klan e le uova al tegamino a forma di cuore, quando si tratta di decidere chi è davvero in grado di governare le scelte dei cittadini si fanno più sensate e concrete. Una circostanza che, come è evidente, rende il voto di domenica interessante e per nulla scontato.

 

La fotografia del primo turno ha consegnato, per quello che riguarda i comuni capoluogo, un vantaggio al centrosinistra per sei città a cinque. Nei 15 comuni al ballottaggio la situazione appare invece rovesciata, con il centrosinistra avanti in cinque realtà, delle 11 in cui è arrivato a concorrere per la poltrona di sindaco.

Tra queste interessante il caso di Avellino, dove a sfidarsi saranno due candidati di sinistra, e di Livorno, dove dopo una ‘cura’ di 5 anni di governo a Cinque stelle a presentarsi in vantaggio al turno di domenica è nuovamente il centrosinistra con Luca Salvetti.

Fanno eccezione le 4 città dove il centrosinistra non sarà presente, e cioè Campobasso, l’unica realtà in cui in corsa c’è un grillino, seppur in svantaggio; Potenza, dove a sfidare il centrodestra sarà il candidato di sinistra Valerio Tramutoli, e per finire Ascoli Piceno e Biella, dove la sfida sarà tutta interna al centrodestra tra partiti tradizionali e liste civiche.

 

Le città dove il centrosinistra è in netto vantaggio, e dove dunque l’auspicio è di una (verosimilmente) agevole vittoria al secondo turno, sono Reggio Emilia, dove Vecchi ha mancato la vittoria al primo turno per una manciata di voti; Prato, dove il sindaco uscente Matteo Biffoni ha totalizzato un buon 47,2%; e Foggia, dove Landella si è attestato al primo turno oltre il 46%, quasi 12 punti sopra al candidato di centrodestra.

Ma potrebbero esserci sorprese anche nelle città dove il centrosinistra sulla carta è secondo: a Ferrara il candidato di centrodestra ha sfiorato la vittoria, ma Modonesi del centrosinistra potrebbe rimontare grazie all’appoggio della candidata di +Europa, arrivata terza il 26 maggio; mentre a Cremona il sindaco uscente di centrosinistra Galimberti, a proposito di anomali voti disgiunti, è stato protagonista di una grossa rimonta già al primo turno, superando di quasi 5 punti lo sfidante di centrodestra in una provincia dove, nello stesso giorno, la Lega ha totalizzato oltre il 46%.

Partite aperte a Forlì e Cesena, nella prima è in testa il centrodestra, nella seconda il centrosinistra.

Accanto alle città capoluogo ci sono poi gli oltre 100 comuni dove si voterà domenica. Realtà verso le quali i dem hanno mostrato una particolare attenzione, con il segretario Nicola Zingaretti che ha partecipato, tra le altre, a diverse iniziative elettorali a sostegno dei candidati sindaco nelle province di Pisa, Bergamo e Torino.

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