La partita tripla che si gioca a Livorno

Focus

Una sfida a tre dall’altissimo valore simbolico, a cui tutta la politica nazionale guarderà alla ricerca di tracce e indizi per il prossimo futuro

Quella di domenica a Livorno sarà una partita tripla, molto più ampia della “semplice” competizione per il nuovo Sindaco della città. Da una parte la partita del centrosinistra, che proprio a Livorno nel 2014 patì una delle sue sconfitte più dolorose dopo decenni d’incontrastata amministrazione monocolore.

La vittoria di Filippo Nogarin rappresentò per tutto il Partito Democratico il crollo di una diga storica e l’anticipazione di quella crisi che di lì a poco avrebbe coinvolto tutta la sinistra toscana, con la caduta di altri comuni tradizionalmente controllati dai progressisti. Questi anni di minoranza non sono passati invano. La lezione del 2014 è servita al PD di Livorno per avviare un profondo percorso di rinnovamento, con il superamento di quel senso di autosufficienza che aveva impedito di comprendere le mutazioni profonde della città e la costruzione di una coalizione ampia che oggi comprende con Andrea Raspanti e Giovanna Cepparello una larga parte di quella “sinistra civica” che cinque anni fa volle scommettere sui Cinque Stelle (salvo comprenderne rapidamente l’incapacità di governo).

La candidatura a Sindaco di Luca Salvetti è l’emblema più evidente del percorso realizzato fin qui: giornalista televisivo senza tessere di partito che da anni racconta ai livornesi la politica locale, Salvetti è riuscito ad imprimere alla campagna del centrosinistra una grande spinta di passione unitaria e visione del futuro. Anche per questo sono in molti ad immaginare che una vittoria di Salvetti potrebbe segnare un’inversione di tendenza nella dinamica del centrosinistra in tutta la Toscana, ribaltando quella crisi aperta proprio a Livorno nel 2014 e lanciando la volata verso le elezioni regionali del prossimo anno.

La seconda partita è tutta a destra, con la scelta (fatta direttamente ad Arcore da Salvini, Meloni e Berlusconi) di un esponente di Fratelli d’Italia che da una parte segnala la crescente egemonia dell’asse nazionalista Lega-FdI e dall’altra suona come una provocazione per una città storicamente orgogliosa della propria tradizione multietnica, multiculturale e multireligiosa. Infine la partita dei Cinque Stelle, che nel 2014 sventolarono la vittoria di Livorno come l’annuncio di una stagione gloriosa e che oggi si ritrovano alle prese con la fuga di Nogarin (che dopo un solo mandato di Sindaco ha preferito cercare riparo all’Europarlamento, inseguito dalle inchieste e dal malcontento) e con la soluzione-ripiego della candidatura della vice-sindaca Stella Sorgente, protagonista di tutte le scelte dell’amministrazione M5s ma impegnata a presentarsi come simbolo di rinnovamento grillino. Una sfida a tre dall’altissimo valore simbolico, a cui tutta la politica nazionale guarderà alla ricerca di tracce e indizi per il prossimo futuro.

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