Emilia e Toscana non sono più roccaforti per il centrosinistra

Focus

Il Pd perde alcune roccaforti storiche in Emilia e Toscana. Belle vittorie ad Ancona, Brindisi, Teramo nei municipi romani e a Fiumicino

All’indomani dei ballottaggi non si può non parlare che di sconfitta per il Pd. Niente di non pronosticato dopo il 4 marzo, ma alcuni risultati lasciano l’amaro in bocca. E’ chiaro che la luna di miele del governo gialloverde e l’asse grillo-leghista ha aiutato, soprattutto Salvini, a conquistare molte città.

I motivi di questa sconfitta sono però vari: divisioni, astensionismo, ecc… Naturalmente le debacle che fanno più rumore sono quelle dei tre comuni capoluogo toscani (Massa, Pisa e Siena) e quello di Imola. Toscana e Emilia-Romagna sono da sempre le regioni con il maggior consenso per la sinistra e quindi è chiaro che l’analisi si concentri su di loro.

Sconfitte diverse però. A Siena il centrodestra si è imposto per poco meno di 400 voti, nonostante la campagna che da anni la destra fa sulle spalle della città. A Massa ha inciso molto l’asse Lega-M5s, mentre a Pisa la sinistra divisa (e litigiosa) non hanno consentito di conquistare la città. A Imola i voti di centrodestra si sono sommati (praticamente in toto) con quelli della candidata grillina che è riuscita a vincere. Ad Avellino invece è stato l’astensionismo a penalizzare il centrosinistra, infatti il candidato Nello Piazza ha perso 4.500 voti rispetto al primo turno, voti che gli avrebbero consentito di essere eletto.

Ma segnali di ripartenza ci sono. La conquista di Ancona, Brindisi e Teramo che si sommano a Brescia e Trapani vinte al primo turno e a molte vittorie di comuni superiori fanno capire che la strada è lunga. Le vittorie in due municipi di Roma e a Fiumicino e Velletri e in molte realtà (32 contro le 36 del centrodestra e i solo 5 comuni conquistati dal M5s) fanno capire che non è stata una disfatta totale, anche prendendo come partenza il risultato del 4 marzo.

Nonostante l’esultanza di Di Maio c’è poi da registrare un forte calo del M5s. E’ vero che i candidati grillini hanno conquistato Avellino e Imola, ma l’onda gialla che aveva dipinto il Sud alle elezioni politiche non si è vista in questa tornata elettorale. Si dirà che i Cinquestelle vanno sempre male nelle elezioni locali, ma il primo partito italiano non può continuare a usare questa giustificazione e ad esultare nel momento in cui conquista una manciata di città.

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