Non solo Roma: tutti i problemi delle amministrazioni cinquestelle

Focus

Mentre la Capitale è invasa dall’immondizia a Torino scoppia la grana bilancio. Le giunte grilline sono in crisi ovunque

A due mesi dalle elezioni il Movimento 5 stelle cerca di portare avanti la campagna elettorale evitando scandali e problemi che arrivano dalle amministrazioni locali, uno fra tanti quello del processo a Virginia Raggi, la quale ha chiesto il giudizio immediato per evitare l’udienza del 9 gennaio e arrivare a processo a giugno, più di tre mesi dopo le urne. Ma da Roma a Torino, da Livorno a Bagheria, la gestione locale dei cinquestelle sta facendo acqua da tutte le parti. Ecco qualche esempio.

Roma

Sui rifiuti Di Maio smentito dai suoi

È sempre più emergenza rifiuti a Roma, ma Di Maio annuncia la costruzione di tre nuovi impianti per lo smaltimento dei rifiuti in costruzione a Roma. Peccato che venga smentito poco dopo dallo stesso Movimento 5 stelle: i grillini precisano che non c’è nessuno stabilimento in costruzione, ma solo impianti in via di progettazione. Al momento, però, fa sapere l’assessore all’Ambiente della Regione Lazio Mauro Buschini non c’è nemmeno “traccia delle richieste di autorizzazione”.

Un bilancio di previsione a metà

A dicembre la giunta ha approvato del bilancio di previsione 2018-2020, ma per la Tari, la tassa sui rifiuti, l’amministrazione ha approvato solo il piano finanziario 2018, rimandando ad altro provvedimento la determinazione delle tariffe. Dalla votazione, inoltre, è emersa la forte spaccatura tra la giunta Raggi e i consiglieri penta stellati che hanno presentato decine di emendamenti al testo.

Il “colpaccio” della Raggi sul processo

Indagata nell’ambito delle nomine in Campidoglio, in particolare di Renato Marra, Raggi ha chiesto il giudizio immediato per accertare, ha detto la sindaca, “quanto prima la verità giuridica dei fatti”. In realtà, accusa il Pd, si tratta di un modo per andare a processo dopo le elezioni, eliminando così un problema al Movimento 5 stelle durante la campagna elettorale. Ed è la prima volta che il Campidoglio non si presenta parte civile in un processo di questo tipo.

Roma senza trasporti pubblici?

L’azienda dei trasporti pubblici a Roma è in una situazione drammatica. Lo sarà ancora di più dal 27 gennaio, come annunciato dalla stessa assessora alla Mobilità Linda Meleo: “Se il concordato non dovesse andare a buon fine e tramutarsi in un fallimento aziendale o in una amministrazione straordinaria già dal 27 gennaio ci sarebbe il rischio di blocco del servizio”.

Spelacchio costato il doppio

L’albero di Natale arrivato già mezzo morto e senza aghi ha rappresentato al meglio la decadenza dell’amministrazione capitolina. Ora c’è un problema in più: l’Autorità anticorruzione, infatti, ha richiesto al Campidoglio una serie di risposte, da fornire entro 30 giorni, relative ai costi sostenuti per acquistare l’abete, per trasferirlo nella capitale e per piantumarlo. Stando a un esposto, arrivato prima di Natale all’Anac, Spelacchio sarebbe costato quanto due alberi da decorare per Natale allestiti nel 2015 in due zone della capitale.

Stadio della Roma

La posizione della giunta sulle Olimpiadi avrebbe dovuto far capire subito qual è l’ideologia del M5S riguardo ai grandi progetti che possono portare nuove entrate e occupazione nella Capitale. La conferma è arrivata con il progetto sullo Stadio della Roma: la giunta è riuscita a smontare il progetto approvato tre anni prima che prevedeva interventi architettonici e urbanistici che avrebbero riqualificato la città, tra cui il ponte di Traiano, che avrebbe dovuto essere realizzato dai privati e che era fondamentale per la mobilità.

Il nodo delle nomine

Da quando è stata eletta, Raggi ha sempre avuto difficoltà a formare la propria squadra, a causa di scelte infelici, divisioni interne al Movimento e addii precoci. L’ultimo a rischio uscita è l’assessore al Commercio Adriano Meloni, già in bilico prima di Natale a causa delle tensioni con il consigliere Andrea Coia sulla mala organizzazione del mercatino a piazza Navona. Qualche perplessità anche sulla responsabile della Mobilità Linda Meleo, visti i tanti problemi che sta attraversando la Capitale dal punto di vista dei trasporti.

Torino

I revisori dei Conti contro Appendino

Pressioni e ostacoli: sono questi i motivi con i quali il Collegio dei revisori dei conti del Comune ha rassegnato le proprie dimissioni. Dopo mesi di braccio di ferro con la giunta grillina per la questione legata al debito di 5 milioni con Ream, su cui la procura ha aperto un’inchiesta che vede indagati l’assessore al Bilancio Sergio Rolando, la sindaca e l’ex capo di gabinetto Paolo Giordana. I tre revisori accusano la giunta di non essere stati informati sulla vicenda, ma non solo: “L’assenza di collaborazione e le pressioni ricevute – si legge nella lettera di dimissioni – sono state fonte anche di disagi operativi e di incomprensioni”.

La consigliera che imbarazza il M5S

Deborah Montalbano sta creando non pochi problemi al Movimento Cinque Stelle. La consigliera torinese è nella bufera per una serie di suoi comportamenti non proprio trasparenti: dai mesi di affitto non pagati fino all’uso dell’auto blu per spostamenti strettamente personali.

L’accusa di falso

L’indagine che coinvolge la sindaca con l’accusa di falso è quella legata al debito da 5 milioni di euro nei confronti della società Ream nell’ambito dell’operazione Westinghouse: insieme alla prima cittadina sono indagati l’assessore al Bilancio Rolando e l’ex capo di Gabinetto Giordana per non aver inserito il debito in bilancio.

L’indagine per il disastro di piazza San Carlo

Per i fatti del 3 giugno sono indagati la sindaca Chiara Appendino, l’ex capo di Gabinetto Paolo Giordana, il direttore di Gabinetto Paolo Lubbia, la funzionaria Chiara Bobbio, il presidente e il direttore di Turismo Torino Maurizio.

Le dimissioni di Giordana

L’ormai ex capo di Gabinetto era stato costretto a dimettersi dopo che è venuta alla luce, grazie alle intercettazioni sull’inchiesta Ggt, una telefonata di Giordana all’ad Walter Ceresa per chiedere di stracciare la multa presa da un suo amico.

Livorno

Avvisi di garanzia e disastro alluvione

Il sindaco Nogarin, già indagato per bancarotta fraudolenta e turbativa d’asta, rischia di essere coinvolto dal disastro che a settembre ha messo in ginocchio la città e causato la morte di otto persone. L’indagine già aperta dalla Procura non sarà semplice: i reati ipotizzati sono omicidio colposo e disastro colposo e gli inquirenti devono capire perché non è stato deciso di avvisare la popolazione del pericolo imminente. I fatti però costringono la giunta a un primo gesto forte: il portavoce del sindaco, Tommaso Tafi, si dimette a causa della polemica tra Comune e Protezione civile sulla gestione dell’emergenza.

Bagheria

Il sindaco verso il processo

A novembre si sono chiuse le indagini sul Patrizio Cinque. Per il sindaco di Bagheria si prospetta la richiesta di rinvio a giudizio insieme a un’altra ventina di indagati. Al primo cittadino vengono contestati sei capi di accusa: turbativa d’asta, turbata libertà nella scelta del contraente, falso, abuso d’ufficio, rivelazione di segreto d’ufficio e omissione di atti d’ufficio.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli