L’Anac interviene su “Spelacchio”: è costato quanto due alberi

Focus

L’ormai tristemente famoso albero di Natale di Roma è finito al centro delle osservazioni dell’Autorità presieduta da Raffaele Cantone

La vicenda di Spelacchio ormai è nota a tutti, non solo in Italia. Il triste alberello montato per le feste natalizie a Piazza Venezia ha suscitato l’ilarità del mondo intero, che non è finita nemmeno con le vacanze. Dopo aver smontato e rimontato l’albero, aver annunciato la seconda vita dell’abete (in parte sarà utilizzato per fare gadget, in parte per realizzare una “Baby little Home”, una casetta in legno per mamme e bambini) la sindaca Raggi riceve i rilievi dell’Anac, che ha segnalato alcune criticità.

Chiamata in causa dal Codacons, l’Autorità presieduta da Raffaele Cantone ha fatto notare due criticità: una riuardante il costo eccessivo per l’albero allestito in occasione del Natale 2017 (Spelacchio, appunto); l’altra riguardante la procedura di affidamento che coinvolge la Ecofast, la ditta che ha provveduto all’allestimento dell’albero natalizio di Roma negli ultimi 3 anni.

Nel 2015 – fa notare l’Anac – per due alberi da circa 22 metri da posizionare in due zone della città, tra cui piazza Venezia, l’affidamento del servizio di trasporto, posizionamento e successiva rimozione e smaltimento dei due alberi aveva un importo di partenza di 38 mila euro più oneri di sicurezza e Iva e se la aggiudicò la Ecofast con un ribasso intorno al 20%. Nel 2016, invece, la procedura riguardò un solo albero della stessa altezza ma si partì come base di gara da un importo molto più basso, di poco superiore agli 11mila euro più oneri e Iva, al punto che nessuna ditta rispose e molti segnalarono che la cifra era troppo esigua per il servizio richiesto. Siccome Natale però era ormai alle porte, si decise per una procedura d’urgenza in affidamento diretto sempre alla Ecofast per una cifra di poco superiore ai 12mila euro più oneri e Iva comprensiva però solo del trasporto dal comune di provenienza e posizionamento.

Anche nel 2017, per il Natale che si è appena concluso, il servizio è andato, in trattativa diretta, allo stesso operatore che lo aveva avuto nei due anni precedenti, e questo secondo Anac non è in linea con il principio di rotazione previsto dal codice degli appalti per le procedure sotto soglia. La cifra a cui è stato affidato il servizio è stata di 37mila e 700 euro più oneri e Iva, la stessa posta a base di gara, senza ribasso. L’Anac rileva quindi che l’importo è pressoché identico a quello del 2015, quando però gli abeti erano due.

Che dire: un albero al prezzo di due. Se poi pensiamo allo stato dell’ormai famoso Spelacchio la cifra fa rabbrividire. Ricapitolando: la stessa ditta per ben 3 anni ha provveduto all’allestimento degli alberi di Natale a Roma. Il primo anno (2015), quando ancora il M5s non era alla guida della Capitale, la Ecofast vinse la gara d’appalto per due alberi alla cifra con cui quest’anno, in affidamento diretto, ne ha installato solo uno.

E pensare che il M5s aveva promesso ai romani tagli agli sprechi e più trasparenza. Questa vicenda dimostra come siano lontani da entrambi.

 

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