E’ ancora possibile un governo Lega-M5s?

Focus

Domani l’appuntamento con il presidente della Repubblica per le nuove consultazioni. Dopo due mesi si ritenta la carta di un governo Lega-M5s

Alla domanda “è ancora possibile un governo Lega-M5s?” è difficile rispondere. In questi due mesi di montagne russe della politica le aperture e le chiusure si sono susseguite come normalmente si susseguono giorno e notte. L’Italia dal 4 marzo è ostaggio del continuo balletto tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. E’ indiscutibile che i due siano compatibili, ma allo stesso tempo entrambi non vogliono cedere lo scettro del governo, ognuno forte del proprio risultato elettorale.

Il primo sostiene di essere il vero vincitore delle elezioni perché leader del partito più votato, il secondo sostiene di essere il vincitore delle elezioni perché leader del primo partito della coalizione vincente. Entrambi hanno sia ragione che torto, infatti di vincitori veri queste elezioni non ne hanno evidenziati, si vince quando si hanno i numeri per governare.

La proposta di Salvini e lo spiraglio aperto dal M5s

Matteo Salvini venerdì ha provato a giocare l’ultima carta: “Se di governo tecnico, di scopo o istituzionale, l’incarico va dato partendo da chi ha vinto le elezioni, escludo qualsiasi tecnico alla Monti. E ribadisco l’invito a M5S come fare insieme un governo a tempo per fare poche cose e bene”.

Una proposta su cui in questi giorni il M5s non ha chiuso, anzi ha lasciato aperto uno spiraglio che tra oggi e domani potrebbe portare ad una risoluzione di questa crisi politica. Ieri è stato Vito Crimi, che dopo aver sottolineato il ritardo della proposta ha lasciato intendere che dei margini ci sono: “Salvini è credibile? Di quale Salvini stiamo parlando? Perché ogni volta cambia la sua posizione…Noi le condizioni le abbiamo poste da tempo: ci sediamo ad un tavolo e discutiamo di temi per cittadini, ma discutono Luigi Di Maio e Salvini. Punto. Senza terzi incomodi”.

La condizione naturalmente è quella di escludere Berlusconi, e in queste ore sembrerebbe che Di Maio sia pronto a fare un passo indietro e rinunciare alla sua premiership. Dunque la proposta potrebbe essere un governo a guida Salvini, che però senza Berlusconi – più che altro i suoi parlamentari – sarebbe minoranza nella maggioranza. Una proposta – sempre se è sul tavolo – sicuramente allettante, ma che allo stesso tempo metterebbe il leader leghista in una posizione difficile sia durante i mesi (anni?) di governo e sia alle future elezioni quando si troverebbe a correre senza alleati.

Il centrodestra chiede di andare in Parlamento

Gli alleati di Matteo Salvini sono meno convinti della strada tentata dal leader leghista. Naturalmente Forza Italia di questa alleanza sarebbe la grande esclusa e dunque da giorni ha intrapreso un attacco martellante nei confronti del M5s. Ma anche Giorgia Meloni non sembra molto in sintonia con Salvini. In due interviste – Corriere e Messaggero – chiede al Presidente Mattarella di concedere al centrodestra il mandato per andare in Parlamento e cercare i voti. La leader di FdI non chiude la porta in faccia ai cinquestelle, ma allo stesso tempo detta due condizioni: accordo sulla legge elettorale e il rispetto del voto popolare con la premiership al centrodestra.

 

 

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