Messico, Amlo è il nuovo presidente: “La corruzione è il male”

Focus

L’ex sindaco di Città del Messico è il nuovo presidente con il 53% dei voti

È Andrés Manuel Lopez Obrador il nuovo presidente del Messico. 64 anni, ex sindaco di Città del Messico, leader del movimento di centrosinistra Morena, chiamato Amlo dai militanti (acronimo del suo nome), ha superato la soglia del 50%. La formazione politica di Lopez Obrador, nata nel 2006, dovrebbe poter contare ora anche sulla maggioranza in Parlamento.

La lotta alla corruzione, “male” all’origine delle disuguaglianze sociali, ma anche il raddoppio delle pensioni e rapporti positivi con gli Stati Uniti al netto dello scontro sul muro anti-migranti di Donald Trump: sono gli impegni ribaditi da Amlo nella notte. Il nuovo presidente del Messico ha definito la corruzione “il male causa principale della disuguaglianze economiche e sociali e della violenza”.

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Poco dopo la chiusura dei seggi, gli exit poll delle principali tv del Paese, Televisa e Azteca, avevano fornito una anticipazione della “valanga” di voti ottenuti dal vincitore, che era al suo terzo tentativo di assicurarsi la massima carica dello Stato, assegnandogli 20 punti di vantaggio sugli avversari.

Questa tendenza è poi stata confermata dai primi dati dei seggi campione forniti dall’Istituto nazionale elettorale (Ine) dove il neopresidente avrebbe ottenuto il 53% dei voti. Dietro di lui Ricardo Anaya (Pan-Prd) è sopra al 22% e José Antonio Meade (Pri) si sarebbe fermato fra il 15,7 ed il 16,3%.

L’affluenza alle urne è stata fra il 62,9 ed il 63,8% degli aventi diritto. Mentre decine di migliaia di persone si riunivano nella storica piazza dello Zocalo a Città del Messico, Lopez Obrador ha pronunciato un primo discorso in cui ha invitato i messicani alla riconciliazione. Ed ha assicurato che la coalizione da lui guidata (Juntos Haremos Historia) “non punta a costruire una dittatura, per cui i cambiamenti promessi avverranno in base all’ordine istituzionale esistente”. Lopez Obrador ha infine garantito “libertà di espressione, imprenditoriale e religiosa” ed ha ribadito il primato dei diritti consacrati nella Costituzione.

L’importanza dell’evento è stata sottolineata immediatamente da un tweet del presidente americano Donald Trump in cui, dopo essersi congratulato con il vincitore, ha assicurato: “Sono ansiosissimo di poter lavorare con lui. C’è molto che può essere fatto per beneficiare a Stati Uniti e Messico!”.

Elezioni nel sangue

Le elezioni si sono svolte in un clima di altissima tensione con la morte di due politici: Flora Resendiz Gonzalez, membro del Partito dei lavoratori messicani e Fernando Herrera Silva, del Partito rivoluzionario istituzionale, uccisi entrambi a colpi di arma da fuoco. Secondo uno studio del centro di analisi Etellekt, nei mesi che hanno preceduto le elezioni legislative e presidenziali di ieri sono stati assassinati 132 candidati e politici.

 

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