Quanto costerebbe la revoca della concessione

Focus

La società accusa il governo per un annuncio di revoca che “è stato effettuato in carenza di qualsiasi previa contestazione specifica alla concessionaria ed in assenza di accertamenti circa le effettive cause dell’accaduto”

C’è ansia di trovare un colpevole per la tragedia di Genova e il governo non attende l’inchiesta e punta immediatamente il dito contro Autostrade per l’Italia con il premier Conte che ieri ha annunciato immediatamente l’avvio della procedura per la revoca della concessione alla società senza attendere alcun tipo di accertamento da parte della magistratura: “Non c’è tempo”, dichiara Conte.

E gli esponenti del governo – Di Maio, Salvini e Toninelli – già poche ore dopo l’incidente avevano accusato la società per il disastro che ha provocato 39 vittime. Secondo Di Maio “i responsabili hanno un nome e cognome e cioè Autostrade per l’Italia” e insieme alla società tutti i governi che secondo il vicepremier avrebbero sempre appoggiato i Benetton (proprietari di Autostrade per l’Italia) in questi anni: “Questo governo non ha preso soldi dai Benetton, ma i Benetton che non sono solo quelli delle magliette ma sono quelli di Autostrade per l’Italia, hanno finanziato le campagne elettorali di tutti i partiti del passato, di tutti i partiti del governo del passato”. Immediata la risposta del tesoriere del Pd Francesco Bonifazi: “Luigi Di Maio sta blaterando ovunque parole confuse e offensive. Benetton o Autostrade per l’Italia non hanno pagato la campagna elettorale al Pd o a Renzi. Schifo e vergogna. Sciacallo”. A queste parole sono seguite anche quelle dell’ex premier Matteo Renzi. Di “ideologia della gogna” parla il dem Piero Fassino: “Sulla tragedia di Genova le dichiarazioni di Conte, Di Maio, Salvini, Toninelli e altri esponenti del governo e della sua maggioranza stanno superando ogni limite di decenza. Sono mossi esclusivamente dalla ideologia della gogna e pur di sbattere qualche ‘mostro in prima pagina’ sono disposti a tutto”. Mentre il segretario del Pd Maurizio Martina critica il governo per la somma stanziata dal Cdm a Genova: “Stanziare 5 milioni per le somme urgenze dopo il Crollo del ponte Morandi è troppo poco, rischiano di non bastare neanche per i primi interventi indispensabili a affrontare l’emergenza”.

Parole gravi quelle dell’esecutivo e non senza conseguenze. Atlantia – la holding che controlla Autostrade per l’Italia – sta bruciando 4,85 miliardi di euro di capitalizzazione di Borsa – cioè il suo valore di Borsa – in seguito al crollo del titolo a Piazza Affari. Le azioni della società che controlla Autostrade per l’Italia cedono il 25% a 17,57 euro.

E sulla scia di Atlantia, dopo le minacce di una stretta delle concessioni autostradali, anche Astm e Sias, le concessionarie autostradali di proprietà del gruppo Gavio, crollano a Piazza Affari: i titoli della Astm lasciano sul terreno l’8,4% a 18,32 euro mentre quelli di Sias cedono il 7,9% a 12,1 euro. In calo del 4,8% anche le Autostrade Meridionali. La pesante seduta di Piazza Affari ha fatto scendere anche l’indice Ftse Mib a -1,53%, mentre lo spread sale a quota 280.

La società intanto si difende e in una nota ha spiegato come negli ultimi dieci anni abbia investito oltre 1 miliardo di euro ogni anno nell’ampliamento e ammodernamento della rete autostradale italiana. E Atlantia accusa il governo per un annuncio di revoca che “è stato effettuato in carenza di qualsiasi previa contestazione specifica alla concessionaria ed in assenza di accertamenti circa le effettive cause dell’accaduto”.

“Le modalità di tale annuncio – rileva la società – possono determinare riflessi per gli azionisti e gli obbligazionisti”. E così è stato. In ogni caso, spiega quindi la nota, “pur considerando che anche nell’ipotesi di revoca o decadenza della concessione – secondo le norme e procedure nella stessa disciplinate – spetta comunque alla concessionaria il riconoscimento del valore residuo della concessione, dedotte le eventuali penali se ed in quanto applicabili”.

Nel frattempo Edizione Srl, holding della famiglia Benetton e azionista di riferimento di Atlantia, partecipata tramite la società di diritto italiano Sintonia, annuncia che “farà tutto ciò che è in suo potere per favorire l’accertamento della verità e delle responsabilità dell’accaduto”.

Una revoca, come annunciato dalla società, non sarebbe senza costi per lo Stato, anche se Di Maio si ostina a dire che non si pagheranno penali. La concessione, regolata dalla convenzione tra Anas e Autostrade per l’Italia dal 2007, scadrà nel 2042. Secondo l’accordo per permettere un’eventuale interruzione della concessione ci deve essere una “grave inadempienza” di determinati obblighi. In quel caso la concessione passerebbe ad Anas, ma secondo l’analisi di Lorenzo Salvia sul Corriere della Sera “Anas dovrebbe pagare ad Autostrade per l’Italia ‘un importo corrispondente al valore attuale netto dei ricavi della gestione, prevedibile dalla data del provvedimento di decadenza sino alla scadenza della concessione, al netto dei relativi oneri, investimenti e imposte nel medesimo periodo’. La formula, in realtà, è ancora più complessa ma la sostanza è che ci sarebbe un indennizzo parametrato agli utili previsti fino alla fine della concessione. Considerato che nell’ultimo anno gli utili di Autostrade per l’Italia sono stati pari quasi a un miliardo di euro, 968 milioni, e che la concessione scade nel 2042, l’indennizzo – si legge sul quotidiano di via Solferino – sarebbe intorno ai 20 miliardi di euro. Anche perché dal volume degli utili andrebbe scalata una somma pari al 10%, ‘a titolo di penale’, che in realtà potrebbe anche salire in caso di ‘maggior danno'”.

E sono tanti gli analisti che esprimono dubbi sulla possibilità di revocare la concessione ad Autostrade per l’Italia. “Una mossa di questo tipo non sarebbe finanziariamente realizzabile, in quanto l’Anas (cioè lo Stato) dovrebbe pagare miliardi ad Atlantia”, sostengono gli analisti di Intermonte, che ricordano come “il contratto di concessione potrebbe aiutare a proteggere Atlantia” visto che, in caso di revoca, “stabilisce il diritto al risarcimento per Autostrade per l’Italia”. Per Banca Akros “il percorso per stracciare la concessione è in verità abbastanza stretto e richiede passaggi specifici che al momento non sono ancora stati presi. Riteniamo questo scenario improbabile”. La revoca della concessione viene considerata “lo scenario meno probabile” da Equita mentre secondo Kepler Cheuvreux “il contratto ha già dimostrato di essere intoccabile”.

Dal governo l’ennesimo annuncio per attirare consensi ma che si dimostra fin da subito difficilmente realizzabile.

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