“Appendino sta con i centri sociali”. Parla Stefano Esposito

Focus

Da piazza San Carlo a piazza Santa Giulia: Torino nel caos

Stefano Esposito, torinese, classe 1969, è tra i più accesi sostenitori della Tav. Tanto da vivere sotto scorta con la moglie e i tre figli. Uno si immagina di dover girare con la macchina blindata perché si occupa di combattere la mafia, non perché sostiene la necessità dell’alta velocità Torino-Lione. Il punto è che tra la Tav e Esposito ci sono i centri sociali. Uno in particolare: Askatasuna, che ha rubato un pezzo di nome all’Eta, l’Euskadi Ta Askatasuna. Si scrive libertà, si legge bombe.

“Sono loro i protagonisti degli scontri di ieri sera con la polizia e sono loro i  veri sostenitori della Appendino: Askatasuna è il vero alleato del M5S a Torino”, dice il senatore del Pd che in vent’anni di militanza No Tav ha accumulato minacce di morte varie, dalle molotov alle frattaglie di animali, fino alle sprangate: “Non escludo affatto che dietro i fatti di piazza Santa Giulia ci sia una regia del Movimento: da sempre sono sulle stesse posizioni”.

Sta dicendo che gli scontri per l’ordinanza antimovida sono voluti?

Sto dicendo che la Appendino potrebbe aver chiuso un occhio ben sapendo che la tensione in città stava crescendo: dopo gli sciagurati fatti di piazza San Carlo la sindaca, che è legata ideologicamente ad Askatasuna al punto da inserire in giunta Alberto Unia,  il vero interlocutore di questo centro sociale, aveva la necessità di scaricare le colpe sulla polizia. Così ha fatto: lei tace, e il M5S si schiera di fatto dalla parte dei centri sociali e non dei poliziotti feriti.

Facciamo un passo indietro: dopo i fatti di piazza San Carlo lei aveva detto che la stretta sulla movida era una risposta dannosa, che avrebbe creato ulteriori problemi.

Certo: rispondere alla paura con l’improvvisazione è una stupidaggine. E le stupidaggini sono dannose, quasi sempre. Appendino aveva bisogno di mettere una toppa, di far vedere che l’amministrazione c’era e ha fatto peggio: non puoi mettere il limite per la vendita e il consumo delle bevande alcoliche alle 20, semmai lo metti alle 23. Nel tentativo di far dimenticare piazza san Carlo la città è precipita in un cono nero, ed è oggi nelle mani di una sindaca prona ai centri sociali. E’ una settimana che assistiamo a scene di protesta contro l’ordinanza antimovida, era chiaro che sarebbe scoppiato qualche disordine.

Il M5S ha chiesto le comunicazioni in aula sugli scontri di piazza Santa Giulia.

Vogliono dare la colpa al questore: la sindaca ha emanato un divieto figlio della paura e dell’incapacità e ha chiesto al questore e al prefetto di farla rispettare. Gli scontri erano ampiamente prevedibili: c’erano chiarissimi segnali e per me quella di ieri sera è stata un’azione organizzata dagli autonomi. Alcuni poliziotti sono stati aggrediti e pestati e a quel punto c’è stata la reazione delle forze dell’ordine. Ma sappiamo tutti molto bene da che parte sta la sindaca: da consigliera di opposizione ha partecipato a molte manifestazioni No Tav e anti sgomberi. Askatasuna a Torino sono sempre stati coperti, purtroppo, e lo dico con amarezza, anche settori del Pd hanno avuto atteggiamenti ambiguo. Il silenzio della Appendino e l’atteggiamento del M5S rivelano una chiara strategia: sobillare i disordini per creare uno scontro con la polizia per poi incolparli della gestione dell’ordine pubblico in città.

Un anno di Appendino e un anno di Raggi.

Due facce della stessa medaglia. Due incapaci mascherate da volti nuovi. A Torino Appendino ha campato di rendita ma appena ha fatto di testa sua, vedi la gestione di piazza San Carlo e gli scontri di ieri, i casini sono venuti fuori. Raggi ha fatto sprofondare Roma in un mare di immondizia e incuria, in uno scenario di decadenza da tardo impero romano. Due città che erano le Capitali di un Paese e che oggi sono ridotte a delle giungle: le sindache grilline hanno rinnegato ogni promessa fatta in campagna elettorale. Ma questo, ormai, lo hanno capito tutti.

 

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