La nave dei disperati vaga ancora nel Mediterraneo

Focus

Domani mattina Salvini riferirà in Senato. Tensione tra il governo italiano e Macron: il vertice con la Francia rischia di saltare

Il viaggio disumano dei migranti dell’Aquarius è tutt’altro che concluso. Dopo le prime 36 ore di caos, durante le quali l’imbarcazione di Sos Mediterranée è rimasta bloccata in mare e il responsabile del Viminale ha anche rischiato di aprire una crisi diplomatica con Malta, in soccorso di quelle persone (anche tanti bambini e donne incinte) è venuta la Spagna che ha messo a disposizione il porto di Valencia. “È nostro dovere – ha detto il premier spagnolo Sánchez – contribuire ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone”.

Per permettere il loro arrivo in Spagna è stato deciso il trasferimento di 500 migranti su due imbarcazioni italiane, una della Guardia costiera e una della Marina militare. Dopodiché inizierà il lungo viaggio verso Valencia che durerà altri quattro giorni. Altri quattro giorni difficili, duri, disumani. “Raggiungere la Spagna richiede diversi giorni di navigazione – hanno spiegato da Sos Mediteranée – Con così tante persone a bordo e condizioni meteo in peggioramento la situazione può diventare critica. L’incolumità delle persone a bordo della nave Aquarius deve restare la priorità”.

La gestione della vicenda da parte del governo gialloverde, che secondo Toninelli, neo ministro per le Infrastrutture, è stata condotta con il “giusto pragmatismo politico che prima non c’era” è a dir poco confusionaria. E domani mattina il governo riferirà in Senato sulla vicenda Aquarius. Non ci sarà Conte come chiesto dal Pd, ma il vicepremier Salvini: “Che sia lui il vero presidente del Consiglio?”, ha commentato il capogruppo dei senatori pd Andrea Marcucci.

Salvini ieri aveva parlato di “vittoria” ma il giudizio sull’Italia è senza scampo, soprattutto dall’estero

Se la Corsica si è detta disponibile a dare una mano (ma la Francia ha già detto di no), la Spagna ribadisce la distanza siderale tra le politiche di destra del governo a guida Lega e M5s e quelle progressiste del neonato governo Sanchez. “Le parole che abbiamo sentito pronunciare dal ministro dell’interno Salvini forse portano un pugno di voti, ma non sono degne di nessuno che pretenda di difendere l’umanesimo cristiano” ha detto Ximo Puig, presidente socialista della Regione di Valencia, in un’intervista a La Repubblica. Il governatore si dice poi convinto che “tutte le regioni del Mediterraneo dovrebbero essere solidali nei momenti di crisi eccezionali. Non possiamo lasciar morire la gente: è una pura questione di umanità”.

Anche il ministro della Giustizia spagnola, Dolores Delgado, ha commentato – in un’intervista alla radio Cadena Ser – la decisione dell’Italia, avvertendo: “Non è questione di buonismo o generosità, ma di diritto umanitario. Ci possono essere responsabilità penali internazionali per la violazione dei trattati sui diritti umani”.

Gabriel Attal, portavoce de ‘La Republique En Marche‘, il partito del presidente francese Emmanuel Macron va oltre e attacca: “Considero la linea del governo italiano vomitevole. E’ inammissibile giocare alla politica con delle vite umane, lo trovo immondo”. Una linea ribadita anche dallo stesso Macron che denuncia il “cinismo e l’irresponsbilità” del governo italiano. Anche se con toni diversi, Francia e Spagna sono unite nel criticare l’atteggiamento di Roma di fronte a una vicenda simile, mentre Salvini, come un disco rotto, continua a ripetere “Prima gli italiani”.

La tensione tra i due Paesi rischia di far saltare anche la visita di Stato di Giuseppe Conte a Parigi prevista per venerdì prossimo. “Le dichiarazioni intorno alla vicenda Aquarius che arrivano dalla Francia sono sorprendenti – si legge in una nota di Palazzo Chigi – e denunciano una grave mancanza di informazioni su ciò che sta realmente accadendo. L’Italia non può accettare lezioni ipocrite da Paesi che in tema di immigrazione hanno sempre preferito voltare la testa dall’altra parte”.

Sulla gestione della vicenda Aquarius da parte del governo italiano è critico anche il Pd. “Siamo di fronte ad una gestione obiettivamente sconsiderata, altro che sicura e lineare. Questo non toglie che è aperto da tempo in Europa un confronto su come far fare un salto di qualità nella gestione di fenomeni complessi come questi. E i nemici di questo miglioramento sono gli amici di Salvini. Scambiare il caso specifico dell’Aquarius con salto di qualità dell’Europa è un errore”, ha detto il segretario reggente Maurizio Martina.

Interviene anche Paolo Gentiloni

Mentre Dario Franceschini fa notare al ministro dell’Interno la sua poca umanità

E il deputato dem Gianfranco Librandi fa notare come la scelta di “scortare la nave Aquarius fino al porto di Valencia ci costa circa 250 mila euro al giorno per ognuna delle due navi della Guardia Costiera e della Marina Militare. Per quattro giorni circa di navigazione, si tratta di due milioni di euro di soldi del contribuente italiano, distolti alle loro esigenze specifiche per compiere questa traversata del Mediterraneo dal sapore propagandistico per Salvini e Di Maio. Più o meno si tratta dell’equivalente che avremmo investito per accogliere i 629 passeggeri della Aquarius nelle strutture italiane per diversi mesi”.

Oltre alle critiche dal mondo politico, arriva anche la preoccupazione delle associazioni come Amnesty International. “Chiudendo i loro porti – spiega la ricercatrice dell’Ong Elisa De Pieri – i governi italiano e maltese hanno aggirato il principio del soccorso in mare e pregiudicato l’intero sistema di ricerca e soccorso. Se le cose proseguiranno in questo modo, l’azione di vitale importanza delle Ong verrà scoraggiata e compromessa e migliaia di migranti e rifugiati saranno lasciati alla deriva nel Mediterraneo. L’offerta del governo spagnolo di accogliere la nave ‘Aquarius’, se da un lato è un commovente esempio di solidarietà, dall’altro mette in evidenza la calcolata insensibilità delle autorità italiane e maltesi. Siamo di fronte a un precedente che inevitabilmente costerà vite umane”.

Nel frattempo nel porto di Catania è attesa per domani mattina la nave Diciotti della Guardia costiera italiana con 937 persone a bordo. Il governo italiano che, come fa notare Amnesty, a fine giugno avrebbe l’occasione di contestare le normative vigenti in Europa in materia d’asilo, sceglie invece di decidere volta per volta se aprire o chiudere i porti. Per la Diciotti il porto di Catania verrà aperto. L’odissea dei migranti dell’era Salvini è appena iniziata.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli