Nuova Zelanda, il governo cambia le leggi sulle armi

Focus

Il governo ha raggiunto un accordo “in via di principio” per una legge che restringa il diritto di possedere armi, dopo il massacro di venerdì scorso in due moschee di Christchurch

Ci sono decisioni che devono essere prese subito, anche sull’onda di una forte emozione. Sono forse le decisioni più difficili perché non devono essere prese unicamente dal cuore, o dalla pancia, o dall’istinto, ma devono cercare di mantenere una certa razionalità, non sempre facile. E’ quello che sembra stia succedendo in Nuova Zelanda.

Dopo l’attentato nelle due moschee da parte un suprematista bianco, dichiaratamente fascista, che ha distrutto la vita di 50 persone e ferito molte altre, la reazione della premier neozelandese è stata decisa e forte. Lo ha fatto subito dopo la strage quando ha parlato di rigettare l’idea di odio ma lo ha fatto anche annunciando uno dei primi provvedimenti del governo.

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“La realtà è che dopo le 13 di venerdì il nostro mondo è cambiato per sempre e le nostre leggi faranno lo stesso”, ha dichiarato Jacinda Ardern. Il suo governo ha raggiunto un accordo di principio sull’inasprimento delle leggi sulle armi e presenterà delle misure in tal senso presto, prima del nuovo Consiglio dei ministri in programma per lunedì prossimo. “È ora che dobbiamo agire”, ha detto Ardern.

Secondo la stampa locale, i punti essenziali del disegno di legge sono già stati approvati “in linea di principio”. Nel week-end il primo ministro aveva sottolineato che Brenton Tarrant, il 28enne australiano imputato per la strage, aveva ottenuto il porto d’armi nel novembre 2017 ed era proprietario di cinque pistole. Aveva comprato le armi on line nella catena neozelandese Gun city, ma fra queste non vi è l’arma automatica con la quale ha sparato sulla folla. Secondo quanto ha riferito il direttore manageriale di Gun city, David Tipple, Tarrant ha comprato munizioni e quattro armi “con un processo di ordinazione via mail verificato dalla polizia”. “Non avevamo notato nulla di particolare rispetto a questo detentore di una licenza” per il porto d’armi, ha aggiunto Tipple, sottolineando che la vendita è avvenuta nel rispetto delle leggi vigenti in Nuova Zelanda. Per questo ora quelle leggi vanno cambiate. 

La premier ha anche annunciato un’inchiesta sui servizi di intelligence. Il sospetto è che il terrorista australiano non fosse mai stato schedato perché gli 007 erano eccessivamente concentrati sulla comunità musulmana per rilevare e prevenire rischi per la sicurezza in altri ambiti.

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