La legittima difesa e la lobby delle armi

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Vorrei che il mio Paese avesse più librerie, più biblioteche, più asili nido, scuole più accoglienti,più campi sportivi, più cinema e teatri, e non più armi

Si può affrontare in molti modi il problema della violenza e della legittima difesa. Quello più rapido, ma anche quello più sbagliato, è dire ai cittadini difendetevi da soli, acquistate un’arma e se vi entra qualcuno in casa sparate.

Io mi ribello a questa soluzione. E vorrei che il mio Paese scegliesse la strada più lunga e più difficile quella che non porterà più nessuno a entrare in una casa per rubare o che nessun ragazzo di Napoli accetti di far parte di una baby gang e la notte invece di andare a divertirsi con gli amici, esce e spara all’impazzata.

Vorrei che il mio Paese avesse più librerie, più biblioteche, più asili nido, scuole più accoglienti,più campi sportivi, più cinema e teatri, e non più armi. Lo so che è più difficile, ma la politica deve scegliere le strade difficili ma giuste.

Da 40 anni, in America la lobby delle armi cerca di nascondere l’equazione che più armi da fuoco equivale a più morti innocenti.
Le stragi degli studenti in America degli ultimi anni hanno dimostrato al mondo intero che la liberalizzazione dell’uso delle armi non produce nessun risultato positivo. Non è utile alla società, ma soprattutto non è giusto. La nostra civiltà ha radici profonde ed ha una storia fatta di cultura e rispetto umano.

Se proprio vogliamo parlare di sicurezza diamo più soldi alle nostre forze dell’ordine, più strumenti ai magistrati, ma non più armi ai cittadini.

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