Arrestato il sindaco di Legnano, città simbolo del Carroccio

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Gianbattista Fratus, della Lega, è tra gli arrestati nell’operazione su turbata libertà degli incanti e corruzione elettorale dei finanzieri del Comando Provinciale di Milano

C’è il sindaco di Legnano, Gianbattista Fratus, della Lega, tra gli arrestati nell’operazione su turbata libertà degli incanti e corruzione elettorale dei finanzieri del Comando Provinciale di Milano, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio. A Fratus sono stati concessi gli arresti domiciliari così come all’assessore alle opere pubbliche Chiara Lazzarini. In carcere invece l’assessore al bilancio e vicesindaco del comune di Legnano Maurizio Cozzi. 

Dalle indagini e dalle intercettazioni è emerso come l’allora candidato sindaco leghista nel corso della campagna elettorale per le amministrative del 2017 avesse stretto un accordo in cambio di voti al ballottaggio con il candidato di una lista civica, di cui non è stato divulgato il nome, che aveva perso al primo turno.

“In virtù dell’appoggio al secondo turno – ha spiegato in conferenza stampa il pm Nadia Calcaterra – Fratus avrebbe promesso a lui o altra persona un incarico in una municipalizzata”. Secondo quanto accertato dall’inchiesta, Fratus avrebbe mantenuto la promessa. Alla fine dello scorso anno avrebbe costretto alle dimissioni una consigliera dalla Aemme Linea Ambiente s.r.l. e al suo posto avrebbe nominato la figlia del candidato sindaco escluso al primo turno.

La giunta del Comune di Legnano – roccaforte del Carroccio – è caduta il 29 marzo scorso, dopo essere stata sfiduciata dalla metà dei consiglieri comunali, ma il sindaco Fratus – eletto con la Lega nel 2017 – non si è mai voluto dimettere.

Appalti e corruzione elettorale, stesse accuse dell’inchiesta che la scorsa settimana ha portato all’arresto di diversi esponenti di Forza Italia in Lombardia. Non è chiaro, però, se tra le due inchieste ci sia un collegamento. Per la Lega la città di Legnano ha un valore storico, legata alla figura di Alberto da Giussano, il condottiero leggendario, protagonista nel XII secolo della battaglia di Legnano contro l’armata imperiale di Federico Barbarossa. L’icona di Alberto da Giussano era parte integrante del simbolo della Lega Nord, fino a quando Matteo Salvini non ha deciso di eliminarla, col passaggio alla Lega nazionale.

“Non commento le indagini, ho fiducia nei miei uomini e nella magistratura. Spero che tutte queste indagini che si stanno aprendo si chiudano in fretta per distinguere colpevoli ed innocenti”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini in merito all’arresto del sindaco di Legnano.

Intanto la Prefettura milanese ha incaricato il viceprefetto Cristiana Cirelli come commissario per la “provvisoria” gestione del Comune “considerato il caso di necessità e urgenza” .

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