Sciopero dei giornalisti di Askanews che non paga gli stipendi

Focus

La redazione blocca l’agenzia in attesa di risposte chiare

Askanews, una delle più importanti agenzie di stampa italiane, “rischia di spegnersi”, scrivono oggi in una lettera aperta i giornalisti che hanno deciso di incrociare le braccia dopo che “l’amministratore delegato Daniele Pelli ha annunciato che non pagherà gli stipendi entro il 27 gennaio”. Una mossa che arriva dopo 4 anni di “accordi solidarietà, prepensionamenti e cassa integrazione”.

La risposta della redazione, rimasta siente stipendio: sciopero, all’unanimità e con rete bloccata.

 Il comunicato della redazione di Askanews

“Oltre 130 famiglie, tra giornalisti e poligrafici, subiscono il comportamento dell’azienda, controllata dall’azionista di riferimento Luigi Abete, che non garantisce il pagamento degli stipendi”, scrivono i redattori nella lettera aperta. “In piena campagna elettorale, con continui allarmi sulle fake news, la nostra agenzia, che da quasi 50 anni assicura un notiziario completo, credibile e indipendente, vede in bilico la sua sopravvivenza e lancia un appello al governo, alle forze politiche, alle istituzioni e alle parti sociali”.

 “Le mosse unilaterali dell’azienda rilanciano dubbi e domande sulla gestione, attuale e passata di Askanews, guidata prima dallo stesso editore Abete e attualmente dall’amministratore delegato Daniele Pelli”.

La redazione chiede chiarezza

Le domande che l’assemblea di redazione mette su nero su bianco nella lettera: “Che fine hanno fatto i 10 milioni della ricapitalizzazione di TMNews lasciati da Telecom nel 2008? Dove sono andati a finire gli investimenti promessi alla fusione di Asca e TMNews? Nei soli ultimi quattro anni i giornalisti sono stati chiamati a contribuire per oltre 4 milioni di euro, con accordi di solidarietà e cassa integrazione, perché l’editore non fa la sua parte? Perché in una fase critica per la liquidità l’azienda ha deciso di ingessare, con un’operazione infragruppo, ben 2,2 milioni di euro nell’acquisizione del 19% della rivista Internazionale? Le risorse impiegate negli ultimi anni per rafforzare il commerciale hanno fatto crescere il fatturato dell’agenzia o si sono rivelate unicamente un costo? Come concilia l’editore Luigi Abete la scelta di minacciare il mancato pagamento degli stipendi dei suoi dipendenti per i servizi già resi con le sue pubbliche prese di posizione a favore di un’imprenditoria socialmente responsabile?”.

Askanews, un’agenzia storica

L’agenzia nasce dalla fusione tra le due agenzie di stampa Tmnews e Asca, Agenzia della stampa cattolica associata. La lettera ricorda “l’appello fatto dal Papa a Genova agli imprenditori a non ‘confondersi con lo speculatore’ il quale ‘non ama la sua azienda, non ama i lavoratori, ma vede azienda e lavoratori solo come mezzi per fare profitto”. Vogliamo ancora credere che non sia così”.

La redazione aspetta risposte dall’Editore in primis, ma anche dal governo a cui ha rilanciato “una richiesta di incontro” e chiede “alle forze politiche e alle istituzioni di prendere posizione su questa gravissima vicenda che non possono ignorare mentre è ancora aperta la gara per l’assegnazione dei lotti per le agenzie di stampa, voluta dall’esecutivo”.

Lunedì i redattori saranno in assemblea dalle 9. Si prevedono altre giornate di sciopero dopo quella di oggi.

 

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