Anche il caso Assange manda in tilt il governo. Il Pd chiede chiarezza

Focus

Qual è la posizione ufficiale del governo italiano sul caso Assange? I dem presentano un’interrogazione parlamentare

Sempre più distanti e sempre più in confusione: anche quando si parla di politica estera, il governo gialloverde mostra tutti i suoi limiti. Lo ha già fatto non prendendo una posizione ufficiale per il Venezuela, lo sta facendo per la Libia e ora anche il caso Assange lo sta mettendo in difficoltà.

Dopo l’arresto del capo di Wikileaks Julian Assange a Londra nell’ambasciata dell’Ecuador, dove si trovava da sette anni, e sul quale pende una richiesta di estradizione degli Stati Uniti con l’accusa di aver diffuso documenti riservati del Pentagono sulle guerre in Afghanistan e Iraq, il mondo si divide fra favorevoli e contrari.
Eroe o spia? Non si può non prendere un posizione: se dalla Russia gridano al complotto e Pamela Anderson è un fiume in piena – l’ex bagnina di Baywatch e icona anni ’90, è rimasta una delle poche celebrità che si sta battendo pubblicamente con le unghie e con i denti chiedendo la liberazione di Assange -, negli Stati Uniti tirano un sospiro di sollievo, prima fra tutte Hillary Clinton, mentre Jeremy Corbyn si dice contrario all’estradizione.
E il nostro governo? Qual è la sua posizione ufficiale? Difficile capirla per noi italiani, impossibile interpretarla dall’estero. I due vicepremier (inutile parlare del Presidente del Consiglio) continuano nello sport che più gli piace: la guerra di dichiarazioni, giusto per alimentare un po’ più di confusione. E così mentre il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia fa sapere di aver avviato tutte le verifiche del caso per estradare Assange in Italia (ipotesi praticamente impossibile), il titolare del Viminale non mostra alcun interesse nel cavalcare la notizia (forse per non urtare nessuno dei suoi due riferimenti politici, Trump e Putin).
In questo caos generalizzato, il Pd ha chiesto di fare chiarezza una volta per tutte, presentando un’interrogazione rivolta al ministro Moavero Milanesi a prima firma Lia Quartapelle, capogruppo in commissione Esteri: “La posizione del governo italiano – ci si chiede – è quella espressa dal sottosegretario agli Affari Esteri, Manlio Di Stefano, esponente del Movimento 5 Stelle, che ha dichiarato che ‘l’arresto di Assange, dopo 7 anni di ingiusta privazione di libertà, è una inquietante manifestazione di insofferenza verso chi promuove trasparenza e libertà come WikiLeaks”?. Una domanda che ha bisogno di una chiara e univoca risposta anche perché, come viene segnalato sempre nell’interrogazione, “tra le reazioni internazionali, destano preoccupazione le molteplici prese di posizione di esponenti del governo russo, Paese che non brilla certo per il rispetto dei diritti dei dissenzienti e per la libertà di stampa, tra cui quella dello stesso portavoce di Vladimir Putin, Dmitrij Peskov”.
Da che parte sta quindi il governo italiano? Possiamo saperlo o dobbiamo fare riferimento, ancora una volta, alle dichiarazioni ‘del viaggiatore esperto’ Alessandro Di Battista?

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