Finalmente si parte. L’Assemblea dà il via alla fase congressuale

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Attesa per le scelte di Minniti e Martina, forse domenica. Ad aprire la riunione Frans Timmermans, candidato Pse per la presidenza dell’Ue

Questa (troppo?) lunga fase di vita interna del Pd tutta posizionamenti e riflessioni individuali sta finalmente per finire con il punto fermo che  metterà l’Assemblea nazionale chiamata a aprire formalmente la campagna congressuale. Dunque all’Ergife di Roma parlerà innanzi tutto Frans Timmermans, l’uomo politico socialista olandese (che parla bene l’italiano) che è il candidato del Pse alla successione di Juncker. Dopo di lui andrà alla tribuna Maurizio Martina che nel suo discorso politico tornerà sulle ragioni delle sue dimissioni da segretario, atto ineludibile per l’apertura della fase congressuale. Seguirà il dibattito e subito dopo l’Assemblea si terrà la riunione della Direzione che dovrà nominare la Commissione per il Congresso. Fin qui lo schema di massima della giornata.

Per quanto riguarda le candidature, c’è attesa per le scelte dello stesso Martina e di Marco Minniti. Le due comunicazioni sono unanimemente considerate imminenti, ma comunque non alla riunione del parlamentino dem, anche per evitare la spiacevole sensazione di voler utilizzare questa tribuna per il “lancio” della propria campagna elettorale. Non si esclude che l’ex ministro dell’Interno sciolga la riserva domenica, una volta cioè verificata formalmente l’indizione del Congresso; e anche per il segretario dimissionario si ritiene che la sua scelta sarà comunicata a breve.

Il percorso congressuale ha una sua complessità, e sarà la Commissione a definirne le tappe. In linea di massima è prevedibile che gennaio e febbraio saranno dedicati ai congressi di circolo e alle convenzioni provinciali che selezioneranno i tre con più voti che si sfideranno alle primarie. La data dei gazebo dovrebbe cadere sul 3 o il 10 marzo. Un po’ troppo in là, secondo Pierluigi Castagnetti che anche oggi ha invitato tutti a considerare l’urgenza di chiudere questa fase. Ma è pur vero che ci sono tempi tecnici per i congressi di base e anche importanti elezioni regionali.

Secondo lo Statuto se nessuno dei tre raggiungesse il 50% si andrebbe in Assemblea nazionale per eleggere il segretario, rimettendo in pista anche il secondo e il terzo arrivati ai gazebo. Ma sembra difficile che si possa ipotizzare un accordo fra questi due “contro” il primo, specie se quest’ultimo andasse vicino al 50% o comunque distanziasse abbastanza gli altri due concorrenti. Si vedrà.

In campo, com’è noto, ci sono Nicola Zingaretti, Matteo Richetti, Francesco Boccia, il giovane Dario Corallo e Cesare Damiano.

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