Un discorso ricco di indicazioni programmatiche

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Il discorso di Zingaretti davanti all’Assemblea che lo insedia. Apertura alla società, unità, opposizione al governo, ecco il nuovo Pd

Oltre un’ora e mezza di discorso per tracciare la strada del nuovo Pd, per il quale il neo segretario ha invocato una fase costituente. È così che Nicola Zingaretti, oggi ufficialmente insediato alla guida del Pd, ha esordito all’Hotel Ergife davanti al parlamentino del Pd tutto nuovo, fuoriuscito dalle primarie del 3 marzo scorso, alle quali hanno partecipato, hanno fatto sapere dal palco, 1.582.083 persone.

Le preferenze per Nicola Zingaretti, anche queste ufficializzate oggi, sono state 1.035.955, pari al 66% dei voti. Martina e Giachetti hanno invece raccolto, rispettivamente, 345.318 voti pari al 22% e 188.355 pari al 12%.

Un discorso lungo e denso, quello di Zingaretti, nel quale il neo segretario ha toccato tutti i punti più importanti (e attesi) dell’agenda politica: sia interni, con il riferimento alle spaccature interne al partito che già hanno cominciato a fare capolino, che esterni, con una importante parte del discorso dedicata ai guai del governo gialloverde e alle iniziative e alle proposte che il Pd, da domani, dovrà mettere in campo per contrastarlo.

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Un governo inconcludente

Ed è proprio da qui che Zingaretti è partito, dal riferimento cioè alla crisi del Movimento cinque stelle, fotografata impietosamente dal voto in Abruzzo e in Sardegna. Una crisi che per il leader del Pd è dovuta al fatto che “una parte grande di chi ha creduto in quel movimento gli si sta rivoltando contro, perché non è stata rappresentata la speranza di cambiamento”. È da qui, per Zingaretti, che “può riaprirsi la battaglia politica”, perché, ha detto: “Non è scontato che quegli elettori scelgano di votare per il Pd”.

Lungo l’elenco delle responsabilità che il segretario del Pd ha addossato al governo gialloverde, un governo che, ha spiegato: “In nove mesi non ha concluso niente”, con i numeri che parlano di “un Paese bloccato che sta decadendo”.

Un nuovo partito, plurale e aperto

Ampia la pagina che, com’è ovvio, Zingaretti ha dedicato al partito, un luogo immaginato come “nuovo, aperto e plurale”, con i circoli che devono tornare a essere “i luoghi dove gli altri, a partire dalle associazioni, tornano a incontrarsi”.
Alcune delle proposte operative lanciate dal segretario hanno riguardato, tra l’altro, l’istituzione accanto ai dipartimenti di forum tematici, ampi e aperti alla società, diretti da un’alternanza uomo/donna, e la ricostituzione della Conferenza nazionale delle donne, perché “il nostro programma sarà più forte perché metterà al centro le donne”.

Altra necessità invocata dal segretario, quella di un cambio dello Statuto dem, una nuova carta comune “che dovremo scrivere tutti insieme, per un rapporto positivo con i corpi sociali e con il mondo della cultura”.

Confermata da Zingaretti anche la volontà, anticipata nei giorni scorsi, di rilanciare il partito, oltre che sui territori, anche sul versante del web. “Il partito non è una bad company – ha detto. Ci doteremo di una room data, un cervello nuovo, per costruire accanto alle strutture territoriali le strutture del web. Per un partito digitale che non sia alternativo a quello delle persone”.

Quanto al tema spinoso delle correnti interne, Zingaretti ha parlato della necessità, a suo dire urgente, di “un partito di differenti, per essere più in sintonia con chi non è del Pd”, ma che dica “basta a un correntismo esasperato che ha lasciato fuori troppe persone, perché non trovano la porta dove entrare”.

Non è mancato un riferimento al tema, caro a Zingaretti, dell’ambiente, con il richiamo alla protesta delle ragazze e dei ragazzi in tutta Europa sul clima, ragazzi di cui per Zingaretti “non dobbiamo avere paura di averli vicino. E a tutti i ragazzi e le ragazze che sono nel Pd dico un enorme grazie per come avete resistito, per come avete combattuto. Grazie, perché’ so quanto è stato difficile per tutti voi”.

Un nuovo campo democratico

Quanto alle alleanze, altro tema “caldo”, Zingaretti ha chiarito che: “è importante dare vita a un coordinamento di un nuovo possibile campo del centrosinistra”, uno spazio che lanci “un grande campo democratico che deve opporsi alla salvinizzazione del paese”. Le alleanze, spiega, “saranno costruite nel Paese. Non si tratta di rimettere indietro le lancette”, a cominciare da chi “eè uscito dal Pd, a mio giudizio sbagliando”, ma costruire “un campo plurale”.

Un nuovo partito per una nuova Europa

Ampia la pagina dedicata all’Europa, con l’appello di Zingaretti a fare in modo che il consenso attorno all’appello di Calenda “diventi un compagno di viaggio per le elezioni di maggio. Vogliamo una lista europeista e aperta. Dialogheremo e ci alleeremo con la società che si organizza contro il cambiamento climatico, coni giovani che non trovano lavoro, con uomini e donne di cultura e di scienza, con coloro che credono che la battaglia contro le mafie non è solo una battaglia italiana”. Un’Europa in cui la collocazione del Pd, ha ricordato il neosegretario, è “nel gruppo dei Socialisti e dei Democratici grazie anche alla scelta che Matteo Renzi ha fatto”.

E proprio all’Europa sarà dedicata la prima iniziativa del Pd di Zingaretti, con l’adesione all’appello di Romano Prodi a fare del 21 marzo “una grande giornata di mobilitazione esponendo la bandiera europea in tutto il Paese”.
Il primo atto di Zingaretti da segretario ci sarà invece oggi, subito dopo l’Assemblea, con la visita e la deposizione di una corona a Porta San Paolo, “il luogo dove è cominciata la Resistenza romana”, mentre già domani il segretario ha annunciato che si recherà in Basilicata, dove si vota domenica, “per vincere in quella Regione”.

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