Atleti russi esclusi dalle Paralimpiadi. Medvedev: “Un colpo a tutti i disabili”

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Secondo il governo di Mosca si tratta di una decisione “non legale ma politica”

“Un colpo a tutti i disabili, non solo quelli russi”. È questo il commento del premier russo Dmitri Medvedev alla decisione del Tas, il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, che ha respinto il ricorso presentato dal Comitato Paralimpico russo contro l’esclusione degli atleti dalle Paralimpiadi di Rio.

Secondo il governo di Mosca si tratta di una decisione “non legale ma politica” che “dimostra chiaramente il desiderio visibile di alcuni leader del movimento internazionale paralimpico di eliminare i forti concorrenti, perché la nostra squadra ha sempre guadagnato i punti più alti”, ha scritto Medvedev sulla sua pagina Facebook, osservando la disparità nello scoprire l’abuso di doping: “In alcuni paesi ‘il sistema statale incoraggia doping’ e i ‘cattivi atleti’ in altri va tutto bene. Questi sono, ovviamente, due pesi e due misure”, ha affermato il primo ministro.

E mentre il Comitato Paralimpico Internazionale si è detto “soddisfatto” della decisione del Tas e ora procederà alla ridistribuzione dei 267 posti assicurati dagli atleti russi, il Comitato Paralimpico Russo presenterà appello contro la sentenza presso la Corte Suprema svizzera. “Siamo molto delusi da questa sentenza – ha detto Alexei Karpenko, il legale che segue il caso -, eravamo sicuri che agli atleti russi sarebbe stato permesso gareggiare anche nel caso in cui il Cpr fosse stato squalificato. Ora – ha aggiunto l’avvocato – si configura un caso di violazione di diritti umani e presenteremo appello alla Corte Suprema. Il procedimento però prenderà uno o due anni e quindi i paralimpici russi non potranno competere ai Giochi 2016”.

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